a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)

sabato 6 settembre 2014

Governo e Regioni divisi sul futuro delle province

Non si sblocca la vicenda dei decreti che dovrebbero riattribuire le funzioni tra Città metropolitane, Province e Regioni. Le regioni in particolare temono il dualismo con le città metropolitane e premono per annacquarne le competenze.

Città metropolitana, Senarega con Armando Ezio Capurro

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Le 100 città resilienti: ciò che non uccide fortifica

La Rockefeller Foundation ha individuato 100 città ritenute “resilienti”, ovvero capaci di reagire a crisi e disastri traendone spunti per migliorarsi e crescere. Tra loro c’è anche Roma che entrerà a far parte di questo prestigioso network internazionale.

di Elena Biscotti
pubblicato su tafter.it l'11 dicembre 2013

“Non si può predire dove o quando la prossima maggiore scossa o rottura per il nostro benessere si manifesterà” dichiara Judith Rodin, presidente della Rockefeller Foundation. Ed è proprio da questa premessa che, in occasione della celebrazione del centenario dell’Istituzione, ha preso il volo la sfida 100 Resilient Cities, una piattaforma virtuale in cui parteciperanno 100 città mondiali – selezionate da sette giudici, fra cui si annovera Bill Clinton – in grado di presentare dei progetti di trasformazione urbana a seguito di cataclismi o rotture economico-sociali.
Con la diffusione della crisi economica, delle nuove tecnologie e della globalizzazione, del fenomeno dell’inurbamento e della crescita demografica, delle catastrofi ambientali ed ecologiche sempre più frequenti, si sta assistendo a una messa in discussione dei paradigmi vigenti sino ad ora, soprattutto per ciò che concerne il rapporto dell’essere umano con l’ambiente che lo circonda e le problematiche a esso connesse.
Non è un caso se temi quali “rigenerazione”, “pianificazione culturale”, “rinnovamento sociale”, “interculturalità” o “multiculturalità”, “globalizzazione”, “urbanizzazione”, “innovazione tecnologica”, “cambiamenti climatici”, “disastri ecologici e ambientali” sono diventati il fulcro di progetti incentrati sulla risoluzione dei problemi che colpiscono la collettività, principalmente nell’ottica della riqualificazione urbanistica e dell’adozione di misure preventivo-attuative nei momenti di crisi.

lunedì 1 settembre 2014

Il bicameralismo delle città metropolitane

In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.

pubblicato su LeggiOggi.it il 1 settembre 2014

La procedura di approvazione del bilancio delle città metropolitane prevede una sorta di doppia lettura. In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.

Lo schema di bilancio deve essere proposto dal sindaco metropolitano, adottato dal consiglio metropolitano, in una sorta di prima lettura, e sottoposto al parere della conferenza metropolitana.

Il secondo organo assembleare dell’istituzione di area vasta esprime il proprio parere, approvandolo con una maggioranza che deve soddisfare due requisiti, la maggioranza della popolazione ed un terzo dei comuni.
A questo punto lo schema di bilancio torna al primo organo assembleare ed il consiglio metropolitano, in seconda lettura, può finalmente approvare lo strumento di programmazione.