Una analisi interessante che, se confermata, fa riflettere non poco sulle modalità attraverso cui si è giunti alla messa in discussione delle province: forse per sviare l'attenzione da altri bersagli decisamente più appetibili per la cosiddetta "casta"??
a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
lunedì 8 settembre 2014
La sentenza del commissario Fossati: con queste risorse non può che fallire
Amara ma realistica l'analisi di chi ogni giorno resiste in trincea per garantire i servizi minimi che i tagli orizzontali hanno eroso ed erodono ogni giorno di più: manutenzione strade e scuole, in primis.
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Nuova città metropolitana, grillini fuori dal consiglio
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sabato 6 settembre 2014
Governo e Regioni divisi sul futuro delle province
Non si sblocca la vicenda dei decreti che dovrebbero riattribuire le funzioni tra Città metropolitane, Province e Regioni. Le regioni in particolare temono il dualismo con le città metropolitane e premono per annacquarne le competenze.
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Le 100 città resilienti: ciò che non uccide fortifica
La Rockefeller Foundation ha individuato 100 città ritenute
“resilienti”, ovvero capaci di reagire a crisi e disastri traendone
spunti per migliorarsi e crescere. Tra loro c’è anche Roma che entrerà a
far parte di questo prestigioso network internazionale.
di Elena Biscotti
pubblicato su tafter.it l'11 dicembre 2013
“Non si può predire dove o quando la prossima maggiore scossa o rottura per il nostro benessere si manifesterà” dichiara Judith Rodin, presidente della Rockefeller Foundation. Ed è proprio da questa premessa che, in occasione della celebrazione del centenario dell’Istituzione, ha preso il volo la sfida 100 Resilient Cities, una piattaforma virtuale in cui parteciperanno 100 città mondiali – selezionate da sette giudici, fra cui si annovera Bill Clinton – in grado di presentare dei progetti di trasformazione urbana a seguito di cataclismi o rotture economico-sociali.
Con la diffusione della crisi economica, delle nuove tecnologie e della globalizzazione, del fenomeno dell’inurbamento e della crescita demografica, delle catastrofi ambientali ed ecologiche sempre più frequenti, si sta assistendo a una messa in discussione dei paradigmi vigenti sino ad ora, soprattutto per ciò che concerne il rapporto dell’essere umano con l’ambiente che lo circonda e le problematiche a esso connesse.
Non è un caso se temi quali “rigenerazione”,
“pianificazione culturale”, “rinnovamento sociale”, “interculturalità” o
“multiculturalità”, “globalizzazione”, “urbanizzazione”, “innovazione
tecnologica”, “cambiamenti climatici”, “disastri ecologici e ambientali”
sono diventati il fulcro di progetti incentrati sulla risoluzione dei
problemi che colpiscono la collettività, principalmente nell’ottica
della riqualificazione urbanistica e dell’adozione di misure preventivo-attuative nei momenti di crisi.
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venerdì 5 settembre 2014
Città metropolitana: tre compagini verso la sfida
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mercoledì 3 settembre 2014
Centri per l'impiego al capolinea: a rischio lo sportello per 6000 genovesi
A settembre prevista la scadenza per effetto della fine della Provincia.
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Città metropolitana, prove di lista civica
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Casarza lancia la sfida alla città metropolitana
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Province addio, arriva il supersindaco
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lunedì 1 settembre 2014
Il bicameralismo delle città metropolitane
In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.
pubblicato su LeggiOggi.it il 1 settembre 2014
La procedura di approvazione del bilancio delle città metropolitane prevede una sorta di doppia lettura.
In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul
superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei
procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.
Lo schema di bilancio deve essere proposto dal sindaco metropolitano, adottato dal consiglio metropolitano, in una sorta di prima lettura, e sottoposto al parere della conferenza metropolitana.
Il secondo organo assembleare dell’istituzione di area vasta esprime il proprio parere, approvandolo con una maggioranza che deve soddisfare due requisiti, la maggioranza della popolazione ed un terzo dei comuni.
A questo punto lo schema di bilancio torna al primo organo assembleare ed il consiglio metropolitano, in seconda lettura, può finalmente approvare lo strumento di programmazione.
A questo punto lo schema di bilancio torna al primo organo assembleare ed il consiglio metropolitano, in seconda lettura, può finalmente approvare lo strumento di programmazione.
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