La Regione non ha ancora deciso la ripartizione delle funzioni con il Nuovo Ente.
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a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
martedì 7 luglio 2015
domenica 5 luglio 2015
Parlando di governance dei trasporti pubblici, è giusto che l'Autorità Regionale coordini tutto il sistema, su ferro e su gomma, su traghetti, ecc., poi però le singole gare devono servire a individuare i gestori più adatti a realizzare tale progetto complessivo, che è responsabilità della stessa Autorità. Tali gare devono individuare lotti che garantiscano da un lato una necessaria integrazione a livello regionale ma anche la necessaria dimensione ottimale per consentire un equilibrio economico compatibile con le risorse disponibili e, auspicabilmente, con la necessità di offrire un servizio soddisfacente per gli utenti, che lo pagano non solo tramite i biglietti e gli abbonamenti ma, in primis, attraverso le loro tasse (ex legge Burlando). Quest'ultimo punto è bene sempre ricordarlo, dato che non a tutti è chiaro. Infine, i due livelli (regionale e di bacino) devono procedere di pari passo, perchè altrimenti si rischiano inefficienze e sprechi di risorse.
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sabato 4 luglio 2015
E' poco simpatico dire che lo avevamo detto, però questo epilogo è il risultato di una scelta sbagliata per quel che riguarda la governance del trasporto pubblico: una Autorità Regionale forte e in grado di gestire efficacemente il sistema a livello generale deve non tanto affidarsi ad un unico soggetto, ma scegliere soggetti anche diversi purchè funzionali alla visione globale che l'Autority, e quindi il pubblico, deve necessariamente avere chiara a monte. Tali soggetti dovrebbero venire prescelti in funzione delle esigenze espresse nel piano dei trasporti. Peccato che, ad oggi, tale piano non sia ancora stato redatto dalla Regione...come a dire, si sceglie una impresa senza avere il progetto di cosa si vuole fare...un'assurdità.
Città Metropolitana di Genova: intese positive con la Regione su funzioni e su dipendenti e precari dell'ex Provincia
Intervista al consigliere Buccilli sul delicato tema del trasferimento di competenze e di personale dall'ex Provincia verso la Regione. L'impegno del Sindaco Doria.
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martedì 23 giugno 2015
Dopo le autostrade, le ferrovie: la concessione è un affare
da La Voce.info 23.06.15
Una concessione dovrebbe
implicare il trasferimento al concessionario di un rischio operativo. In
Italia non è mai stato così per le autostrade. Ora il sistema rischia
di estendersi alle infrastrutture ferroviarie. Eccesso di investimenti,
direttiva Recast e la potente lobby ferroviaria europea.
Italia, il paese di Bengodi per i concessionari
La direttiva europea 23/2014 asserisce che una concessione deve
implicare sempre il trasferimento al concessionario di un rischio
operativo che comporta la possibilità di non riuscire a recuperare gli
investimenti effettuati, per fluttuazioni del mercato sul lato della
domanda o per un’offerta non corrispondente alla domanda. La disciplina
dell’aggiudicazione di concessioni non sarebbe giustificata se
l’amministrazione garantisse sempre all’operatore un introito minimo e
il recupero degli investimenti effettuati.
Per le autostrade v’è una differenza fondamentale tra tratte “nuove” o costruite di recente e tratte “storiche” già ampiamente ammortizzate. Per le tratte “nuove” il rischio è assai elevato, come evidenziato dalle vicende della Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano) o della Asti-Cuneo, e in questi casi assistiamo ai tentativi degli investitori di scaricare le perdite allo Stato, in vari modi. Per le autostrade “mature”, dove i nuovi investimenti sono modesti rispetto agli introiti, ai concessionari viene in pratica garantita una buona (ottima) redditività grazie alla periodica revisione delle tariffe, talché ogni rischio è annullato. Se ne è avuta conferma nella recente esperienza: pur in presenza di un eccezionale calo del traffico di oltre il 10 per cento, nel 2012-13, i profitti delle concessionarie non sono diminuiti: le nostre concessionarie sono assai ben tutelate dal rischio operativo sul lato della domanda. Beneficiano di rilevanti rendite che per definizione, anche ignorando gli aspetti distributivi regressivi, generano una perdita di benessere collettivo.
Lo stesso Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e persona con la non comune dote della franchezza, ha dichiarato che l’Italia per i concessionari autostradali è il “paese di Bengodi”: non vi sono rischi reali, si può solo guadagnare.
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Convocato per il prossimo 25 giugno il Consiglio Metropolitano: si parla di risorse, di pianificazione e di regolamenti
Sfidando il ponte di San Giovanni, il Sindaco Metropolitano Marco Doria ha convocato il Consiglio della Città Metropolitana per il giorno 25 giugno p.v., alle ore 17,30 per discutere e deliberare su un corposo Ordine del giorno, riguardante l'Approvazione definitiva del Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2015/2017 e il relativo Elenco Annuale 2015, il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2015/2017, nonchè lo Schema di Bilancio di previsione triennale 2015/2017.
Saranno oggetto di discussione ed eventuale approvazione anche due varianti sostanziali ai piani di bacino del Polcevera e del Lavagna, nonchè diversi regolamenti inerenti le procedure di rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione e trasporto di energia elettrica e per gasdotti e oleodotti, oltre ad altri regolamenti per verificare le idoneità professionali di varie figure nel campo del trasporto e dei controlli sugli impianti termici e di trasporto e sulle modalità di occupazione del suolo pubblico.
Non resta che augurare buon lavoro al Sindaco e ai Consiglieri chiamati ad esprimersi nel merito.
Immobili pubblici e militari dismessi: un’opportunità per la rigenerazione urbana in Italia
di Francesco Gastaldi, Federico Camerin
Il tema del riuso
del patrimonio pubblico (anche militare) fa ormai parte del dibattito
politico-amministrativo italiano da molti anni, ma è prevalentemente
tematizzato secondo questioni di natura contabile e come possibile mezzo per la
riduzione del debito pubblico, spostando in secondo piano altri aspetti legati
alla pianificazione, alla gestione urbana, ai processi di valorizzazione
culturale e alla promozione del territorio.
Nell’ambito degli studi urbani, non esiste una seria e compiuta riflessione sul
ruolo che potrebbe giocare il riutilizzo dei patrimoni pubblici come
opportunità per innescare o accompagnare processi di rigenerazione urbana e
riorganizzazione territoriale, come occasioni di riconfigurazione di aree
centrali ad alta valenza simbolica o come opportunità per contrastare ulteriori
processi di consumo di suolo. Dal lato dell’analisi delle politiche pubbliche
non esiste inoltre una riflessione sulle difficoltà che si sono trovate ad
affrontare le amministrazioni locali nella costruzione di processi virtuosi di
recupero e valorizzazione dei patrimoni pubblici.
lunedì 22 giugno 2015
Effetti ed eredità dei grandi eventi a confronto: Italia e Spagna
Francesco Gastaldi, Federico Camerin[1]
- Introduzione
Nel
quadro di una competizione internazionale sempre più spinta, le città e i
territori concorrono fra di loro
per attrarre manifestazioni sportive o culturali e funzioni pregiate da cui
poter ottenere benefici e vantaggi in termini di occupazione locale,
finanziamenti pubblici e visibilità mediatica. Il grande evento permette di
attivare forme di marketing urbano,
cioè attività di promozione e comunicazione rispetto a potenziali visitatori e
investitori: le manifestazioni possono costituire dei “fiori all’occhiello” su
cui investire forti valenze simboliche. Alcune città europee, a partire dall’esperienza
pionieristica di Barcellona, sono diventate dirette e autonome protagoniste
della scena internazionale grazie a eventi che hanno permesso loro d’inserirsi
in circuiti economici innovativi, attirando dall’esterno nuove risorse,
finanziarie e umane, e incrementando i propri flussi turistici e culturali
(Savino 1998). La promozione dell’immagine della città, poiché
funge da catalizzatore delle energie di tutti gli attori locali, dalle
amministrazioni comunali, alle imprese, ai cittadini, può svolgere un
ruolo attivo a sostegno delle politiche di rigenerazione urbana, finalizzate a
valorizzare le potenzialità del sistema locale, l’identità collettiva e la sua
coesione interna.
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domenica 21 giugno 2015
Genova supera Milano e Torino quanto a qualità della vita
Una ricerca interessante fatta dal prof. Francesco Guala del Dipart. di Economia, Management e Metodi Quantitativi che mette ulteriormente in luce, come altri studi precedenti, la nuova vocazione di Genova quale città della cultura, del tempo libero, del buon vivere. Molto si può ovviamente si può e si deve ancora fare, però queste indicazioni ci spingono (o dovrebbero) a ricercare di esaltare questa dimensione, o meglio questa vocazione, facendone una chiave per il rilancio socio-economico della città e del suo territorio.
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domenica 14 giugno 2015
sabato 13 giugno 2015
Roma: la Regione disegna le competenze della città metropolitana
La regione Lazio ha approvato la delibera che definisce le competenze della Città metropolitana proponendosi semplificazioni burocratiche ed eliminazione dei doppi ruoli.
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venerdì 12 giugno 2015
Napoli: ok allo statuto metropolitano
Anche Napoli entra nel novero delle città metropolitane dotate di Statuto e traguarda l'elezione diretta del sindaco dopo aver individuato le zone omogenee.
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martedì 9 giugno 2015
In Emilia-Romagna via le province, arrivano le aree vaste
L'Emilia Romagna è forse l'unica regione che ha interpretato l'avvento delle città metropolitane quale occasione di ripensare al territorio nel suo complesso, ridefinendo i confini amministrativi in funzione delle nuove realtà socio-economiche presenti e operanti.
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venerdì 5 giugno 2015
I sindaci "disertano" i lavori del consiglio metropolitano
Potrebbero esserci polemiche e malumori dietro la mancata partecipazione dei sindaci ai lavori del consiglio metropolitano. Doria: "spero sia un fatto isolato".
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lunedì 1 giugno 2015
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