a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)

martedì 16 settembre 2014

Le province non sono state abolite

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1 commento :

  1. area metropolitana

    Poteva essere una buona idea ma la superficialità e la carenza di cultura istituzionale sta creando le premesse di un caos ben organizzato ;si pensi soltanto alla concorrenza tra competenze del comune di Genova ,area metropolitana e Regione Liguria. Qualcuno pensa che ci sarà una implosione dell’istituto regionale nella prossima legislatura.

    Gli ottocento consiglieri comunali che eleggeranno a breve il consiglio dell’area metropolitana con voto ponderato(?!) sono espressione di liste locali multicolore che nei loro programmi non si sono mai confrontati con i problemi di area vasta e nessuno sa quali siano le scelte politico-culturali che esprimeranno in materia urbanistica ,economica, di tutela del patrimonio storico artistico , dei diritti e della qualità della trasparenza e della partecipazione, e quelli della pace che hanno visto Genova in prima fila contro le guerre( ricordo la nave di aiuti al Viet nam e in Palestina a Gaza)

    Paradossalmente l’unico partito (anche se non vuole definirsi tale) è il movimento 5stelle che ha una certa coerenza tra gli eletti nei consigli e le politiche generali :tutela beni comuni etc… ma sarà escluso dall’area metropolitana ;mentre tutti gli altri ,compresi PD e Forza Italia esprimono un ventaglio di posizioni davvero simbolo di incoerenza ;e le altre liste locali riconoscibili al massimo per gli esponenti che le rappresentano esprimono una volubilità totale che sfugge persino ad una valutazione di area : centro- destra e/ o centro-sinistra peraltro vanificata dall’intesa elettorale tra PD e Forza Italia per la gestione dell’area metropolitana .Per fare che cosa?

    La prossima settimana verrà sciolta la Lega ligure per le autonomie locali nata negli anni 70 e che comprendeva la regione, le provincie, le comunità montane ,i comuni con il tentativo spesso riuscito di far circolare le esperienze virtuose e mettere a confronto vari livelli istituzionali per riflettere sui problemi della Liguria :dalla finanza locale all’economia con importanti convegni di studio e qualificate pubblicazioni

    Sono stato Co-segretario regionale con Carossino ,allora presidente della Regione Liguria e poi con Rinaldo Magnani ;ricordo che i partiti ostacolavano una libera discussione tra gli eletti per timore che disturbassero il manovratore o che un consigliere di un piccolo comune potesse interloquire con un consigliere regionale ,un sindaco o un assessore. Ma era una occasione unica oltre le appartenenze di partito per far progredire il sistema delle autonomie.

    Oggi oltre alla controriforma urbanistica ,alla privatizzazione di beni pubblici abbiamo perduto le provincie elettive (e il senato ridotto a un coacervo ingestibile in attesa della soppressione futura) con un parlamento che discute una legge elettorale persino peggio del porcellum e non è in grado di eleggere un presidente della repubblica o un giudice costituzionale :un esito di involuzione che non può non destare viva preoccupazione

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