Francesco Gastaldi, Federico Camerin[1]
- Introduzione
Nel
quadro di una competizione internazionale sempre più spinta, le città e i
territori concorrono fra di loro
per attrarre manifestazioni sportive o culturali e funzioni pregiate da cui
poter ottenere benefici e vantaggi in termini di occupazione locale,
finanziamenti pubblici e visibilità mediatica. Il grande evento permette di
attivare forme di marketing urbano,
cioè attività di promozione e comunicazione rispetto a potenziali visitatori e
investitori: le manifestazioni possono costituire dei “fiori all’occhiello” su
cui investire forti valenze simboliche. Alcune città europee, a partire dall’esperienza
pionieristica di Barcellona, sono diventate dirette e autonome protagoniste
della scena internazionale grazie a eventi che hanno permesso loro d’inserirsi
in circuiti economici innovativi, attirando dall’esterno nuove risorse,
finanziarie e umane, e incrementando i propri flussi turistici e culturali
(Savino 1998). La promozione dell’immagine della città, poiché
funge da catalizzatore delle energie di tutti gli attori locali, dalle
amministrazioni comunali, alle imprese, ai cittadini, può svolgere un
ruolo attivo a sostegno delle politiche di rigenerazione urbana, finalizzate a
valorizzare le potenzialità del sistema locale, l’identità collettiva e la sua
coesione interna.