a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
Visualizzazione post con etichetta policentrismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta policentrismo. Mostra tutti i post

lunedì 15 aprile 2013

Nordest, una metropoli preterintenzionale

Abbiamo recentemente parlato di sprawl, come di una possibile degenerazione del fenomeno di espansione dell'area urbana: un caso emblematico lo troviamo in Veneto, trasformatosi su vaste aree in una sorta di “nebulosa insediativa” (D. Luciani) caotica e, appunto "inconsapevole", con gravi ripercussioni sull'organizzazione dei servizi e della mobilità. Avere ben presenti questi fenomeni serve ad orientare il discorso sulle aree metropolitane per evitare gli errori dovuti alla mancanza di visione "territoriale" dello sviluppo e della pianificazione.

Dall’incubo di un policentrismo andato a male al sogno di un sistema a rete: le due varianti del campanile
di Francesco Jori

martedì 12 marzo 2013

Quale governance per le Aree metropolitane europee?

di Roger Read, Architetto e Urbanista
Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee
METREX
http://www.eurometrex.org
Riepilogo
Se si vuole raggiungere quel migliore equilibrio urbano tra le aree metropolitane che l’Unione
europea auspica, tenuto conto dell’ampliamento dell’Europa, è vitale che trovi spazio una governance metropolitana efficace. In Europa, un approccio sostenibile alle strategie metropolitane comporterà forme urbane compatte ed uso misto, sviluppo dei trasporti pubblici imperniato su città e centri urbani. Anche un approccio policentrico di questo tipo nelle aree metropolitane esige un’efficace governance metropolitana. Il presente documento sonda le competenze ed i processi necessari per conseguire un‘efficace programmazione del territorio metropolitano, nonché i modelli di governance metropolitana che andrebbero vagliati al fine di conseguire tale equilibrio.

domenica 3 febbraio 2013

L’Area metropolitana è la sua rete infrastrutturale

L’esigenza di dare forma e sostanza alla “città metropolitana” evocata dalla legislazione attualmente in corso impone una riflessione sulla sua definizione in termini di funzioni e di perimetro amministrativo. Occorre anche definire cosa realmente si intende con il termine “città metropolitana”, se una sorta di super-città che si estende all’esterno di confini del capoluogo inglobando per così dire i territori ai suoi bordi oppure, cosa assai diversa, intendiamo una “regione metropolitana” intesa come area policentrica a struttura reticolare, dove la città capoluogo e i centri minori si relazionano in modo complementare e sinergico all’interno di una struttura policentrica.
In entrambi i casi, la rete infrastrutturale con i relativi flussi di persone, cose e informazioni si configura quale l’elemento che plasma il territorio supportandone le relazioni, a qualunque livello, tanto che soprattutto in funzione di tale rete è necessario, a nostro avviso, definire i confini dell’ azione amministrativa a livello locale.

giovedì 31 gennaio 2013

Genova e il suo territorio, Città metropolitana o Regione urbanizzata?

Un villaggio, una città, una regione
non sono solo un "luogo nello spazio",
ma un "dramma nel tempo".
Patrick Geddes

Genova, verso la Città metropolitana
Nel 2013 la Provincia di Genova cesserà di esistere per essere sostituita dalla corrispondente Città metropolitana. Un fatto indubbiamente epocale che sancisce anche amministrativamente una sempre maggiore interdipendenza tra la città di Genova ed i territori ad essa limitrofi.
Nel caso in oggetto ci troviamo in presenza di un’area dalle caratteristiche molto differenziate, dove sono compresenti zone ad alta e a bassa densità urbanistica caratterizzate dalla presenza di un comune capoluogo (composto a sua volta di quartieri dalla fisionomia sociale e fisica molto ben definita) e da altri comuni (costieri e collinari) non necessariamente contigui a Genova, costituenti un sistema policentrico di aree più o meno “forti” in termini economici e di servizi caratterizzato da relazioni economiche, culturali e sociali tra loro integrate e da interessi che oltrepassano i singoli confini comunali. Il capoluogo genovese è, sempre più marcatamente, il baricentro di questo sistema policentrico, per via dell’alta concentrazione di attività economiche, e di servizi pubblici e privati.
Nel corso del tempo in tutta quest’area si è andata affermando una forte esigenza di fruizione comune di servizi generali essenziali per la vita sociale (si pensi, ad esempio, ai trasporti pubblici, alle funzioni legate all’istruzione, alla cultura, alla sanità, ecc.) al punto che praticamente l’intero territorio provinciale si configura come un unico complesso, strettamente integrato.

mercoledì 30 gennaio 2013

Città metropolitane. Individuazione dell'area metropolitana. Stato dell'opera nelle varie Regioni.

di G. Campilongo
01-11-2011

1. Premessa.
Con la presente edizione del rapporto le aree metropolitane oggetto di analisi passano da otto a quattordici, ricomprendendo così tutte le aree individuate dalla normativa vigente (1).
Anche se altre realtà italiane si trovano in condizioni analoghe a quelle delle 14 aree metropolitane individuate, solo per queste il nostro ordinamento giuridico prevede la possibilità di costituire lo specifico ente territoriale di governo, la Città Metropolitana.
Come già evidenziato nella precedente edizione del rapporto il processo di costituzione delle Città Metropolitane si trova, però in una situazione di stallo dovuta alle difficoltà determinate da una non matura situazione socio – culturale, cui si aggiunge l’attesa dei decreti legislativi che il governo deve emanare, ai sensi della L. 131/2003, per adeguare la legislazione vigente (D. Lgs. 267/2000) alle modifiche apportate alla costituzione con la legge costituzionale 3/20013.