Spesso i comuni, per seguire particolarismi e campanilismi, rischiano di perdere di vista l'occasione che potrebbe costituire il fare parte a pieno titolo di una città metropolitana, mentre i problemi irrisolti si trascinano e minacciano un possibile sviluppo alternativo, relegando i territori ad una definitiva marginalità.
di Andrea Pasetti*
Nella piana del fiume Entella la Città metropolitana di Genova
si gioca molto del proprio futuro.
Forse a qualcuno questa affermazione sembra eccessiva? Qualcun
altro pensa che sono i cittadini ed i Comuni dell’Entella a doversi occupare
dei loro problemi, senza “interferenze esterne”?
La realtà è che la dimensione metropolitana offre
straordinarie opportunità di sviluppo ma deve esprimere ancora le sue
potenzialità e resta quindi ai margini del dibattito politico e delle notizie
dei media. I cittadini e le comunità locali che ne fanno parte, sia nelle aree
più urbanizzate del Capoluogo e della fascia costiera, sia nelle valli interne
e sui rilievi montani, continuano a pensarsi come entità separate e assistono,
sempre più sgomenti, al progressivo decadimento sociale ed economico. Dobbiamo
rapidamente renderci conto che l’unica possibilità per uscire dal declino è
compiere un salto di scala che ci faccia partecipare ai processi di sviluppo di
livello europeo.
Veniamo quindi all’area dell’Entella; cinque Comuni
metropolitani: Chiavari, Lavagna, Cogorno, Carasco e Leivi condividono problemi
e opportunità nello stesso pezzo di territorio e sono da tempo alla ricerca di
soluzioni e prospettive d’azione che mettano tutti d’accordo.