a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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giovedì 7 maggio 2015

Ma è la Regione l'ente più inutile

La Regione, nei suoi 45 anni di vita, si è dimostrata costosa, clientelare e inefficiente secondo Luigi Vicinanza de l'Espresso. A ben guardare, in effetti le Regioni hanno moltiplicato i centri di costo ed i conflitti con lo Stato, determinando situazioni legislative troppo diversificate tra i cittadini. 
Le Province costituiscono delle unità territoriali che meglio si prestano ad un reale governo di area vasta, mentre le Regioni appaiono sempre più dei micro-stati che però non sono stati in grado di determinare una maggiore efficienza nella governance territoriale, specie in certe materie di fondamentale importanza quali la sanità, i trasporti, le politiche di sviluppo economico, ecc.
E se fossero proprio le Regioni quelle da abolire? Certo, se non è troppo tardi.

lunedì 2 marzo 2015

Province, "non rimaniamo a metà del guado"

Dall'Olio (PD): "La riforma Delrio è un pasticcio, pensare di sbrogliarlo con le aree vaste sarebbe peggio".

La riforma delle Province è una riforma nata male che rischia però di finire peggio se non viene portata fino in fondo. La scelta di abolire le Province senza avere un disegno organico di riordino degli enti locali e di tutte le istituzioni pubbliche organizzate su base provinciale (prefetture, camere di commercio, etc.) è stata palesemente un errore. Una concessione alla pancia dell’opinione pubblica, sensibilizzata da una campagna di disinformazione martellante, senza misurarne implicazioni e conseguenze. Ma fermarsi a metà del guado vagheggiando fantomatici enti di secondo grado chiamati 'aree vaste' non può che aggravarlo.
La legge Delrio non potendo abolire le Province in quanto previste dalla Costituzione, ha cancellato gli organi elettivi trasformando le Province in enti di secondo grado governate dai sindaci e lasciando alle Regioni la patata bollente della riorganizzazione delle funzioni “non fondamentali” senza fornire risorse e precise indicazioni.

martedì 11 novembre 2014

Pd, Bersani: “Si aboliscono le Province o gli spartineve? Tsunami di demagogia”

L'ex leader del Partito democratico condanna i tagli agli enti di secondo livello: "Quando ho visto la finanziaria ho detto 'pregate che non nevichi'. Non sono disposto ad accettare questa situazione: bisogna reagire"
di F. Q. | 10 novembre 2014 
 
“Si aboliscono le Province o gli spartineve?”. E’ Pierluigi Bersani, ex leader del Partito democratico a criticare la riforma del collega e compagno di partito Graziano Delrio. E’ la lunga odissea delle province in Italia: enti di secondo livello prima aboliti a parole, poi ridimensionati e infine, con la legge di stabilità, azzoppati dal taglio dei fondi che gli impediscono di adempiere alle loro funzioni principali. E a farsi portavoce del grido di allarme che viene dalle realtà locali è l’ex segretario democratico ed esponente della minoranza Pd. “Non è facile smontare questo tsunami di demagogia”, ha detto all’incontro i sindaci della provincia di Piacenza e i parlamentari, “ma non siamo disposti ad accettare una situazione simile”. Proprio il direttore generale dell’ente, Vittorio Silva, ha annunciato il blocco del contratto quadro che avrebbe garantito la manutenzione della rete stradale provinciale, pari a 1.111 chilometri di strade e il rischio dopo i tagli previsti dalla legge di stabilità, anche per il riscaldamento nelle scuole.

Meno di una settimana fa i rappresentanti delle Province hanno incontrato il governo e lanciato un appello perché la riforma sia applicata davvero. A creare problemi è il mancato passaggio di competenze di cui avrebbero dovuto essere responsabili le Regioni. Gli enti di secondo livello si trovano a doversi occupare delle vecchie funzioni, ma con un budget dimezzato. “Cosi non può andare”, ha detto Bersani, “perché i dati sono impressionanti. Quando ho visto la Finanziaria ho detto: pregate che non nevichi. Ho visto le tabelle che riguardano le province e ci sono situazioni anche peggiori. Qui bisogna capire se abbiamo voluto abolire le province o gli spartineve? Ma questo è il frutto avvelenato di una malattia: l’ideologia. E di una bolla demagogica micidiale che su questo tema, invece di essere preso dall’alto doveva essere preso nello specifico e in prospettiva di area vasta”. In questo modo, ha aggiunto “abbiamo solo sbaraccato e detto ai sindaci: pensateci voi. Ora non resta che prendere tempo, trovare i soldi, perché non vedo altra soluzione. Non sono comunque disposto ad accettarlo. Bisogna reagire. Quando arriverò a Roma tirerò qualche accidente”. D’accordo con la protesta di Bersani anche gli altri due parlamentari piacentini del Pd, Maurizio Migliavacca e Marco Bergonzi.

sabato 13 settembre 2014

Province, l’ultimo trucco della casta: via il nome, restano tutte le funzioni

Tra le competenze fondamentali che rimarranno agli enti intermedi anche l'ambiente, le scuole, il trasporto pubblico, la pianificazione del territorio. Infatti dai territori si chiedono risorse altrimenti, come dice il presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino, non potranno essere garantite funzioni fondamentali come il riscaldamento delle scuole o la pulizia delle strade dalla neve


Ma non solo. Regioni e Stato si sono incontrati, l’11 settembre, per definire se le Province dovranno prendere altre materie da gestire e su cui intervenire. Ma quelle 5-6 ci saranno di sicuro e il paradosso è che sono state proprio quelle il cuore della ragione d’essere delle Province conosciute fino a ora. Sembra un gioco di prestidigitazione: Matteo Renzi non avrà la bacchetta magica, ma forse un cilindro e un mazzo di carte se li è procurati. Come spiega il presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, d’altronde, le Province continuano “a erogare funzioni fondamentali, in particolare, sulla costruzione e gestione dell’80% delle strade, pari a circa 130mila chilometri e sulla gestione della edilizia scolastica delle superiori secondarie, che sono circa 5mila edifici. Per questo è necessario che vengano erogate le risorse adeguate”. E d’altra parte la conferma è arrivata dalle dichiarazioni anche di chi rappresenta le Regioni: se non ci saranno trasferimenti sufficienti, dice il presidente Sergio Chiamparino, non saranno garantite funzioni fondamentali “come il riscaldamento nelle scuole o la pulizia delle strade dalla neve“. “Proceduralmente – aggiunge chiedendo che le risorse siano già nella legge di stabilità – ci sono delle garanzie che verranno attribuite le risorse per far si che le nuove province possano ottemperare almeno alle funzioni fondamentali , alla parte fondamentale dei loro compiti, però i soldi non ci sono ancora quindi questo è un altro tema. Rischiamo di non riuscire a mantenere le scuole aperte o la minima funzionalità delle viabilità in particolare in zone impervie e montagna”. Mentre tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre verranno eletti sindaci e consigli metropolitani di 8 città e presidenti e consigli di 64 Province, 33 di queste presentano una situazione di “pre-dissesto”, come è emerso dalla due diligence realizzata da Upi, ministero dell’Economia e Viminale.

lunedì 8 settembre 2014

I risparmi "fantasma" della città metropolitana

Una analisi interessante che, se confermata, fa riflettere non poco sulle modalità attraverso cui si è giunti alla messa in discussione delle province: forse per sviare l'attenzione da altri bersagli decisamente più appetibili per la cosiddetta "casta"??

mercoledì 20 novembre 2013

Sondaggio: La maggioranza non vuole l’abolizione delle Province ma la loro trasformazione



di Andrea Pasetti

Per sostenere il processo di riforma degli apparati pubblici, nei mesi scorsi il Governo aveva lanciato una consultazione pubblica attraverso il sito www.partecipa.gov.it.



Sono stati da poco pubblicati gli esiti di tale iniziativa, che è risultata “la consultazione pubblica più partecipata d’Europa, con più di 200 mila risposte”. I dati sono stati validati dall’ISTAT e sono stati controllati da un autorevole Comitato Scientifico composto da Francesco Profumo, ex Ministro dell’Istruzione, Emanuele Baldacci, Capo Dipartimento ISTAT, Luca De Biase, Presidente Fondazione Ahref, e da esperti di qualità dell’informazione.



Tra i temi sottoposti alla consultazione era presente quello della riforma delle Autonomie Locali, particolarmente interessante in questa fase in cui è in discussione il disegno di legge del Ministro Del Rio, che prevede tra l’altro la costituzione delle Città metropolitane che dovrebbero sostituire le corrispondenti Province.



Ci sono delle sorprese in merito al quesito sull’abolizione o meno delle Province.



Nelle risposte al questionario breve, al quale hanno validamente risposto 131.676 persone, la scelta di “semplificare, abolendo le Province” è stata fatta solo dal 42,1% dei partecipanti, mentre il 46,1% ritiene di dover “accorpare gli Enti, riorganizzando le funzioni” e l’8,7% intende “mantenere l’attuale struttura”. Non prevale quindi l’idea dell’abolizione, ma quella del mantenimento e della riorganizzazione.



Oltre al questionario breve, la consultazione prevedeva anche un questionario di approfondimento: a questo hanno risposto 71.385 persone, cioè circa la metà del questionario breve; in questo caso l’orientamento delle risposte è risultato più favorevole alla soppressione ed al corrispondente trasferimento delle funzioni esercitate dalle Province, per il 50,8% alle Regioni, per l’11,8% a Ente intermedio (Città metropolitane? “nuove” Province? Unioni dei Comuni?), per il 9,2% a Ente intermedio facoltativo.



Nella Sintesi dei dati, pubblicata con grande evidenza, si enfatizzano i risultati del questionario di approfondimento come se fossero quelli più significativi: però, se la matematica non è un’opinione, risulta che il 54,8% delle risposte al questionario breve, cioè 72.158 sono per mantenere o riorganizzare le Province, mentre il 71,8% delle risposte al questionario di approfondimento, cioè 51.254 sono per sopprimerle (ma di queste quasi 15.000 sono a favore del trasferimento di funzioni a “Ente intermedio”) e questo dato è addirittura inferiore al 42,1% delle risposte a favore della soppressione del primo questionario.



Insomma, nonostante la sintesi un po’ fuorviante pubblicata sul sito governativo, risulta chiaro che la maggioranza delle risposte non è certo a favore della soppressione delle Province, ma prevale l’idea di una loro riorganizzazione e di un trasferimento di funzioni ad un Ente intermedio.



Ritengo che questi risultati confermino anche per la realtà genovese l’esigenza di procedere finalmente alla costituzione della nuova area metropolitana, intesa non come un “allargamento” del Comune capoluogo a spese dei Comuni più piccoli, ma come una “alleanza” tra tutte le comunità locali che vivono e lavorano sul nostro territorio per vincere le sfide dello sviluppo socio economico e della riqualificazione e protezione dell’ambiente, e per sentirsi davvero cittadini europei.

martedì 5 novembre 2013

Province, Delrio: “Abolizione entro l’anno. Rinnovo consigli nel 2014 sarebbe beffa”

L'allarme lo lancia il ministro per gli Affari regionali e le autonomie: le elezioni per il rinnovo degli enti sono previste per la prossima primavera e sarebbero un paradosso a ridosso dell'abolizione voluta dal ddl del governo ancora in discussione

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 4 novembre 2013
Province, Delrio: “Abolizione entro l’anno. Rinnovo consigli nel 2014 sarebbe beffa”

Elezioni per rinnovare un ente da abolire. E’ la beffa a cui rischiano di andare incontro le Province italiane e l’allarme lo lancia il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Graziano Delrio. “Se si non si approva entro fine anno il ddl svuota province, in primavera vanno rinnovati l’80% dei consigli provinciali: sarebbe una beffa, meglio dire che non si vuole fare la riforma. E’legittimo avere opinioni diverse ma il tema è nel programma del Governo. Io spero che entro metà dicembre si approvi il provvedimento”. 

lunedì 4 novembre 2013

Province: uscite dalla porta, rientrate dalla finestra?

Pubblicato su Il Fatto del 25 Ottobre 2013
di Antonio Puggioni
Dalla sentenza 220/2013, con la quale la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’incostituzionalità dell’abolizione delle Province per decreto legge, il governo Letta ha tratto immediatamente le proprie conclusioni sulla vicenda istituzionale delle province, presentando due interventi paralleli. 

Il primo, proposto all’indomani della sentenza della Consulta, consiste nuovamente nell’abolizione delle Province, ma stavolta con un disegno di legge costituzionale che quindi prevederà un iter di approvazione più dilatato nel tempo e con maggioranze aggravate (come stabilito dall’articolo 138 della Costituzione). 

Il secondo disegno di legge – il cosiddetto ddl Delrio, presentato alla Camera dei Deputati lo scorso 20 Agosto e ancora in esame in Commissione Affari Costituzionali – introduce la disciplina transitoria per le Province fino alla loro abolizione, e per la creazione delle città metropolitane, le unioni di comuni e la fusione di comuni. Qui cercherò di dare un quadro unitario dei due interventi legislativi, guardando al nuovo testo costituzionale, al futuro assetto istituzionale dei nuovi enti locali (città metropolitane e unioni di comuni) e alle funzioni di questi enti.

sabato 2 novembre 2013

Abolizione Province: l'opinione dei sindaci dei piccoli Comuni

Sondaggio ISPO

da Il Sole 24 Ore del 17 ottobre 2013

Il 42% dei sindaci dei Comuni sotto i 15mila abitanti considera "importante ma non prioritaria" l'abolizione delle Province, soltanto il 13% la considera invece "prioritaria", contro il 45% che la giudica "non importante". È quanto emerge in un sondaggio realizzato dall'istituto Ispo su un campione di 150 primi cittadini, che è stato presentato ieri da Renato Mannheimer all'assemblea delle Province del nord Italia organizzata a Milano dall'Upi. 

venerdì 1 novembre 2013

Delrio: "Province abolite subito, competenze ai comuni. Da gennaio via alle Città metropolitane"

Pubblicato su Tiscali.it il 28 ottobre 2013

Le resistenze di ogni colore alla abolizione delle province sono tante ma le promesse fatte agli elettori vanno mantenute. E’ questo in sintesi il pensiero del ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio. "Resistenze alla loro abolizione ce ne sono, eccome se ce ne sono, anche dentro il Pd. Ma abbiamo fatto una promessa agli elettori e adesso dobbiamo mantenerla", ribadisce l’esponente dell’esecutivo, in una intervista a La Repubblica, al termine della kermesse di Matteo Renzi, candidato alla segreteria del Pd, alla stazione Leopolda di Firenze, dove è stato a fianco del sindaco.