a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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lunedì 23 maggio 2016

Parisi: abolire la riforma Delrio

Per Stefano Parisi, candidato sindaco per Milano, la riforma Delrio è sbagliata e va abolita, perchè nata al solo scopo di sottrarre risorse ai territori.

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domenica 22 maggio 2016

Beppe Sala: un patto sulla Grande Milano

Il candidato sindaco Sala risponde all'articolo di Ferruccio De Bortoli dando la propria ricetta per Milano: un patto con il Governo centrale per trasporti pubblici e housing sociale.

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mercoledì 18 maggio 2016

Genova "matrigna" ha divorato la paziente Provincia

Primo bilancio dell'entrata in vigore della città metropolitana che ha sostituito (ma con diverse funzioni e poteri) la provincia. Per ora sono molti i rimpianti rispetto un ente che veniva sentito come a supporto dei comuni, mentre oggi le distanze rispetto al capoluogo sembrano aumentare, complici però le tante carenze dovute al taglio delle risorse per la fornitura dei servizi.

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martedì 3 maggio 2016

Grande Milano o fumo negli occhi

Continuano i gridi di allarme circa l'effettiva funzionalità dei nuovi enti, confrontati con la dura realtà fatta di tagli e di scarso potere decisionale effettivo.

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mercoledì 27 aprile 2016

Fontanabuona unita? No dei sindaci.

I sindaci si dicono scettici circa la creazione di una unione di tutti i comuni della Val Fontanabuona, ma sono più possibilisti circa le proposta di creare tre unioni più piccole. Certo è che le sempre maggiori ristrettezze economiche dei piccoli comuni imporranno, prima o poi, delle scelte che faranno perdere ai comuni minori un po' di autonomia decisionale in cambio del mantenimento dei servizi essenziali.

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venerdì 22 aprile 2016

Dalla riviera alle valli: ecco i "super comuni". L'unione fa la forza

La proposta di un comitato di cittadini dell'entroterra genovese che propone di creare una unione di comuni estesa all'intera Fontanabuona, con l'obiettivo di ottenere maggiori finanziamenti e creare le condizioni per rilanciare i servizi e l'economia della valle.

domenica 17 gennaio 2016

Buon compleanno, Città metropolitana!



Primo bilancio con (poche) luci e (troppe) ombre sulle città metropolitane che hanno ad oggi largamente disatteso le giuste aspettative tanto dei cittadini quanto di coloro che vi operano ogni giorno, dibattendosi tra mille difficoltà e ristrettezze. L'arch. Andrea Pasetti, già dirigente dell'urbanistica della Provincia di Genova e oggi referente dell'INU per la Liguria in materia di città metropolitana, fa il punto della situazione.

di Andrea Pasetti


Il primo di gennaio 2016 le Città metropolitane italiane hanno compiuto un anno.  

In realtà per alcune (Reggio Calabria e le Città delle Regioni a statuto speciale) la formale istituzione deve ancora avvenire, altre hanno trascorso un periodo più o meno lungo “in incubatrice”, non essendosi ancora ben formata l’ossatura (lo Statuto) e le connessioni che ne regolano le funzioni vitali (le relazioni con le Regioni sulle funzioni delegate e la correlata destinazione del personale non addetto alle funzioni fondamentali, i rapporti tra i Comuni dell’area metropolitana, la designazione dei Consiglieri delegati, ecc.).  

La Città metropolitana di Genova al momento della sua nascita poteva vantare un “indice di Apgar” migliore rispetto ad altre, ed ha iniziato subito a svolgere le proprie attività sia a livello politico, con un intenso lavoro dell’Assemblea, del Consiglio, dei Consiglieri delegati e del Sindaco metropolitano, sia a livello tecnico con la predisposizione di documenti, atti, proposte deliberative che attengono alle funzioni fondamentali dell’area metropolitana: la pianificazione strategica e territoriale, l’organizzazione dei servizi sovracomunali, l’esercizio delle deleghe ancora attive.  

E poi? Come è cresciuto questo nuovo Ente, sul quale si concentravano le attese di chi sperava in un radicale rinnovamento delle Autonomie locali, e di chi credeva che il nuovo arrivato avrebbe non solo fornito ai cittadini migliori servizi con minori costi, ma soprattutto dato un decisivo stimolo allo sviluppo economico ed al riassetto territoriale dell’intero Paese?  Purtroppo – inutile nascondercelo - il bilancio del primo anno di vita delle Città metropolitane italiane non è positivo, per diversi motivi che proviamo a evidenziare.  Il problema minore sono i pochi risultati concreti ottenuti: nessuna persona dotata di buon senso poteva aspettarsi concrete realizzazioni da parte di Enti appena costituiti, i cui Amministratori sono di secondo livello (cioè devono affrontare tutte le complessità del nuovo soggetto pubblico continuando a svolgere le medesime attività di prima per i propri diretti elettori), e sono chiamati a svolgere gravose incombenze per l’area metropolitana a titolo gratuito.

martedì 22 dicembre 2015

sabato 19 dicembre 2015