a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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sabato 8 agosto 2015

UPI: la riforma delle Province e delle Città metropolitane strozzata dai tagli indiscriminati alle risorse

In un recente documento l’UPI (Unione delle Province Italiane) fa il punto sullo stato della legge 56/2014 e rileva preoccupanti criticità nel suo stato di attuazione. 

di Sonia Zarino
 
Vi è, secondo l’UPI, un evidente disallineamento tra la legislazione regionale, che doveva riattribuire le funzioni non essenziali delle Province e  delle Città metropolitane, e la legge di Stabilità che, sottraendo alle stesse risorse in una misura ritenuta eccessiva,  blocca di fatto l’effettiva attuazione della riforma.
In effetti, se da un lato i nuovi enti sono di fatto operativi, e in grado quindi di svolgere i compiti a loro affidati dalla L. 56, nelle more degli adempimenti  previsti da parte delle Regioni essi devono continuare a svolgere tutti i compiti delle “vecchie” province. Tale onere si traduce quindi nella necessità di fare fronte a spese di cui non si hanno di fatto le necessarie coperture economiche: si pensi solo che la prevista legge di Stabilità 2015 taglia al bilancio delle Province un miliardo nel 2015, 2 miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017.
Ad oggi, la sola parte pienamente attuata della riforma delle province riguarda il cambio degli organi amministrativi, costituiti da sindaci e consiglieri provenienti dai comuni dell’Città metropolitana e non più eletti direttamente dai cittadini.

martedì 28 ottobre 2014

A chi interessa la città metropolitana?


Sono molto interessanti i risultati emersi dall'analisi dei questionari realizzati in occasione del corso sulle città metropolitane e dedicato a architetti e urbanisti che si è svolto nei giorni scorsi a Genova: essi rivelano una visione tutto sommato positiva del nuovo ente, che per il 42,86% porterà effetti benefici per la loro attività.

di Andrea Pasetti*

Il tema “Città metropolitana” decisamente non sfonda sui media e sugli organi di stampa. Quando se ne parla, gli argomenti riguardano soprattutto i movimenti dei vari attori interessati per posizionarsi sulla scacchiera politica dei poteri locali, ma raramente si affrontano le questioni che riguardano il futuro di questi nuovi Enti, pensati come motore della ripresa economica del nostro Paese attraverso la programmazione e la gestione del territorio.

Ma i cittadini metropolitani, le categorie professionali, gli operatori economici e culturali che cosa ne pensano? Che informazioni hanno? Percepiscono la nuova Città metropolitana come un’opportunità o come una minaccia?


In attesa di un’inchiesta più sistematica, alcune interessanti indicazioni provengono dai partecipanti ad un Corso di formazione professionale organizzato dalla Sezione ligure dell’INU – Istituto Nazionale di Urbanistica – in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Genova, che si è svolto tra il 19 settembre e il 17 ottobre, sul tema della pianificazione territoriale e strategica della Città metropolitana.

lunedì 7 luglio 2014

Come cambiano le Province a seguito della legge di riforma degli Enti Locali

Piero Antonelli, Direttore Generale dell'UPI, traccia un quadro su come cambiano le Province italiane a seguito della legge 56/2014, indicando i vantaggi ma anche le criticità della riforma. La relazione presenta inoltre un interessante resoconto delle spese sostenute dalle Province per erogare i servizi di loro competenza.

sabato 5 luglio 2014

Entro l'8 luglio la definizione delle funzioni fondamentali delle città metropolitane. Le richieste di ANCI e UPI.

Entro l'8 luglio Governo, Regioni, Anci e UPI devono sancire l'accordo sulle quali saranno le funzioni delle Province e delle Città Metropolitane. Questo è un passaggio fondamentale perchè è l'occasione per fare chiarezza sui compiti dei vari organismi eliminando il più possibile le sovrapposizioni di competenze che ancora oggi rappresentano per molti settori ritardi pesantissimi.

Documento a cura di UPI (Unione Province Italiane)

L’attuazione della Legge 56/14: i tavoli di lavoro Governo, Regioni, Anci, Upi
All’indomani dall’approvazione della Legge 56/14 il Governo, secondo quanto previsto dal comma 149  della legge, ha aperto due tavoli di lavoro:
  • Un tavolo politico, tra Governo, Regioni, Anci e Upi,   con il   compito di portare a compimento l’accordo   in   Conferenza unificata sulla  ripartizione delle funzioni  di Province e Città metropolitane
  • Un tavolo tecnico con Anci e Upi , con l’obiettivo di   fornire i chiarimenti per l’interpretazione e l’applicazione   della legge 56/14 
I lavori del Tavolo politico 

Il tavolo politico si è riunito ufficialmente una sola  volta. I suoi compiti sono:
  • elaborare l’accordo da sancire entro l’8 luglio in Conferenza unificata sulle funzioni che devono essere comprese tra le funzioni fondamentali delle Province e delle Città metropolitane e le funzioni che invece sono oggetto di trasferimento, secondo quanto stabilito dal comma 89 della Legge 56/14

  • verificare il DPCM per il trasferimento delle risorse e del personale legati all’eventuale trasferimento delle funzioni provinciali in vista dell’intesa in Conferenza unificata entro l’8 luglio 2014.

  • verificare il decreto ministeriale con le misure premiali per le Regioni che riordinano gli enti e strutture a favore di Province e Città metropolitane.

  • monitorare le leggi regionali di attuazione della legge 56/14.
Le funzioni delle Province e delle Città metropolitane. 

  • La legge 56/14, al comma 91, stabilisce che, ferme restando le funzioni fondamentali che restano in capo alle Province, entro l’8 luglio, sentite le organizzazioni sindacali, tramite accordo in Conferenza unificata, Stato e Regioni individuano puntualmente le funzioni amministrative delle Province che devono essere trasferite ad altri enti.
  • Il comma 92 dispone che a seguito dell’accordo, sempre entro l’8 luglio con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa in Conferenza unificata, sono stabiliti i criteri generali per l’individuazione dei beni e delle risorse umane e finanziarie connesse alle funzioni che devono essere trasferite dalle Province agli altri enti (Comuni, Unioni di comuni e Regioni).
  • In caso di mancato accordo con le Regioni, secondo il comma 93, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dispone comunque sulle funzioni di competenza statale.
  • Il comma 95 stabilisce poi che le Regioni sono tenute a dare attuazione all’accordo di cui al comma 91 entro 6 mesi dall’entrata in vigore della Legge. Quindi entro l’8 ottobre 2014.

domenica 3 novembre 2013

Province, Saitta: “Quale sindaco democratico accetterà di guidare per legge e senza voto le città metropolitane fino al 2017?”

Il Consiglio provinciale di Torino approva una mozione

Il Consiglio provinciale di Torino ha approvato oggi all’unanimità la richiesta di “aprire un confronto serio con il Governo, insieme alle Regioni e ai Comuni di grandi e piccole dimensioni per una razionale riforma del sistema delle autonomie che deve partire da un riassetto delle funzioni amministrative nel rispetto del principio di sussidiarietà previsto dall’art. 118 della Costituzione”.

La mozione chiede anche “di evitare che la città metropolitana nasca in modo antidemocratico e autoritario, prevedendo che il Sindaco metropolitano sia per legge fino al 2017 il sindaco del comune capoluogo”.

“Sono convinto che sinceri democratici come Fassino e Renzi, Pisapia o Emiliano non potranno accettare di diventare per legge e senza il passaggio delle urne fino al 2017 i sindaci di città metropolitane che congloberanno decine, a volte centinaia di altri Comuni per i quali non sono stati eletti” commenta il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta.

In allegato la mozione approvata

sabato 2 novembre 2013

Abolizione Province: l'opinione dei sindaci dei piccoli Comuni

Sondaggio ISPO

da Il Sole 24 Ore del 17 ottobre 2013

Il 42% dei sindaci dei Comuni sotto i 15mila abitanti considera "importante ma non prioritaria" l'abolizione delle Province, soltanto il 13% la considera invece "prioritaria", contro il 45% che la giudica "non importante". È quanto emerge in un sondaggio realizzato dall'istituto Ispo su un campione di 150 primi cittadini, che è stato presentato ieri da Renato Mannheimer all'assemblea delle Province del nord Italia organizzata a Milano dall'Upi. 

venerdì 4 ottobre 2013

UPI: abolizione delle province, più costi, meno democrazia

Secondo un assai critico documento dell’UPI (Unione delle Province Italiane) l’abolizione delle province costituirebbe non solo un provvedimento attuato utilizzando un DDL che evidenzierebbe dei profili di incostituzionalità, ma provocherebbe, invece che un risparmio sui conti pubblici, un ulteriore aumento dei costi dovuto al moltiplicarsi dei centri di spesa quantificabile in 2 miliardi di euro di maggiori uscite.

Roma, 26 settembre 2013

Cosa prevede il DDL?
1. Le Province vengono svuotate delle funzioni amministrative e trasformate in enti di secondo grado. Le nuove Province non avranno organi eletti dai cittadini ma nominati dai sindaci dei grandi Comuni.
2. Abolisce le Province nelle aree metropolitane e le sostituisce con le Città metropolitane, enti di secondo livello. Il Sindaco della Città metropolitana non sarà eletto dai cittadini dei comuni dell’area metropolitana ma per legge è il Sindaco del comune capoluogo.
3. Obbliga i Comuni all’esercizio associato delle loro funzioni tramite le Unioni di Comuni.
4. Blocca qualunque processo di riorganizzazione dell’Amministrazione periferica dello Stato.
5. Rinvia il riordino delle agenzie, società ed enti strumentali.