a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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sabato 15 agosto 2015

Crociere: record di turisti in Liguria a Ferragosto

Sono ben nove le navi che sosteranno in Liguria per il week end di Ferragosto, per un totale di oltre 40 mila passeggeri nei tre porti. Un settore economico che crea un considerevole indotto e che va opportunamente organizzato per trarne tutti i possibili benefici tanto per i porti quanto per i territori limitrofi, che grazie alle loro caratteristiche paesaggistiche, culturali, e di qualità della vita, rappresentano l'ideale completamento dell'esperienza crocieristica. 

martedì 4 agosto 2015

I migranti partono, meno nascite

Prosegue una tendenza già in atto da alcuni anni: la crisi economica provoca la partenza dei migranti residenti in Liguria e questo fenomeno si avverte in modo consistente nel calo delle nascite, a testimonanza del notevole contributo positivo proveniente da queste persone per contrastare lo storico, consistente calo naturale. Contributo che, a quanto pare, si sta attenuando.

La Liguria ha il record italiano: un pensionato ogni due lavoratori

L'invecchiamento della popolazione pone una serie di esigenze nuove, dato che occorre tarare in modo diverso i servizi offerti ad una popolazione non più produttiva e che abbisogna di un alto grado di assistenza. L'immigrazione in calo non riesce più a riequilibrare il depauperamento in termini di persone ma anche economico che si viene a creare, dato che solo una certa quota di cittadini in età lavorativa garantisce il gettito necessario a mantenere in equilibrio il sistema di welfare. Siamo già di fatto entrati nell'effetto Detroit?

venerdì 1 maggio 2015

Doria e Fassino: serve una linea ad alta velocità tra Genova e Torino

Prove di macro-regione? Di certo i collegamenti tra i due capoluoghi sono da tempo ridotti al lumicino, ma forse basterebbe riattivare le corse che esistevano non troppo tempo fa...Trenitalia permettendo, naturalmente.

lunedì 29 dicembre 2014

Nuove regioni, ecco come cambia il Belpaese

In futuro potrebbero esserci 12 regioni e la Liguria potrebbe essere accorpata con Piemnonte e Valle D'Aosta: sono quattro i disegni di legge che aspettano di essere esaminati dal Parlamento.



martedì 25 novembre 2014

martedì 26 agosto 2014

L'impianto ligure che trasforma la plastica in gasolio

Un articolo che annota finalmente un fatto positivo, ossia la dimostrazione che è possibile fare economia puntando su idee innovative e utili. Lo sviluppo territoriale passa anche per progetti come questo, che auspichiamo saranno sempre più numerosi.

venerdì 15 agosto 2014

In Liguria previste 19 mila assunzioni

Alcuni segnali positivi nel panorama ligure, ma il saldo è ancora negativo.

Visualizza l'articolo in .pdf

Ciclopista Tirreno, un affare da 40 mln di euro

In questo periodo di crisi, occorre saper guardare oltre il recinto dell'economia tradizionale, ed esplorare strade nuove che, peraltro, altri paesi hanno già sperimentato con successo. Il turismo sportivo, e il ciclobike in particolare, è tra i filoni che presentano le migliori potenzialità, e per questo andrebbe sviluppato nei nostri territori per rinnovare l'offerta complessiva e attirare target nuovi.

domenica 1 settembre 2013

Nuovo PTR: quale visione strategica per il rilancio della Liguria?


In quale modo il Piano Territoriale Regionale in itinere pone le basi per il futuro sviluppo socio-economico della Liguria?
Un documento dell’Ordine degli Architetti di Imperia analizza la bozza del PTR evidenziandone le criticità e i nodi ancora irrisolti.


La Liguria si presenta attualmente come un territorio che, pur avendo molte potenzialità dovute essenzialmente alla sua favorevole posizione climatica e paesaggistica, oltre che geografica configurandosi quale “porta” marittima del Nord Europa, presenta tuttavia da diversi anni i segnali inconfondibili del declino, tra cui: popolazione in calo e sempre più anziana, valore aggiunto che si va riducendo, livello di disoccupazione più alto rispetto alla media del Nord-Ovest, un numero significativo di attività che chiudono.

Il nuovo Piano Territoriale Regionale, attualmente in itinere, pone a base delle sue scelte l’esigenza di arrestare il consumo di suolo, proponendo per le aree extraurbane una visione basata sostanzialmente su un utilizzo agricolo del territorio.

Ora, se questa visione è condivisibile per quel che riguarda l’esigenza di salvaguardare e tutelare la qualità ambientale e paesistica della Liguria, che deve costituire il substrato e la condizione di fondo per il suo sviluppo economico, l’agricoltura (che, pur configurandosi quale fenomeno estremamente positivo per il presidio del territorio, in Liguria molto raramente va oltre la sussistenza o, al più, il prodotto di nicchia) non appare sufficiente per interpretare l’idea di rilancio economico necessario a invertire l’andamento negativo del quadro socio-economico della regione.

La salvaguardia del territorio nel suo complesso, intesa come ricerca della qualità dell’ambiente e dei tessuti insediati, deve costituire indubbiamente il presupposto, la condizione per uno sviluppo socio-economico sostenibile e qualificato, ma da sola non garantisce il superamento delle attuali criticità.

Il PTR dovrebbe avere il compito di individuare quelle filiere che su tale substrato possono innestarsi avviando rapporti di reciproca valorizzazione: il turismo ambientale e culturale, certo, ma anche la ricerca, l’hi-tech, le manifatture e l’artigianato compatibili ambientalmente con il territorio che dovrà essere sempre più interconnesso ed integrato, offrendo le stesse opportunità di vita tanto a chi abita le zone costiere quanto a chi presidia l’entroterra.

Nuove attività capaci di dare lavoro a giovani qualificati ed in grado di generare alto valore aggiunto vanno individuate, e quindi invogliate ad insediarsi nella nostra regione mediante opportuni meccanismi di incentivazione che ne facilitino la localizzazione semplificando, in primis, i passaggi burocratici.

Il declino della nostra regione può essere fermato solo avviando un patto tra generazioni che veda nello sviluppo sostenibile e nella rigenerazione economica di lungo periodo la chiave per risolvere l’attuale dicotomia tra l’esplosione del fabbisogno di spesa sociale dovuta alla crescita del numero di anziani e la progressiva riduzione di giovani attivi in grado di portare quel valore aggiunto necessario a mantenere, e possibilmente espandere, il livello di welfare in termini di sanità, assistenza, garanzia dei diritti.   


Scarica il documento in .doc


giovedì 31 gennaio 2013

Area Metropolitana Genovese: un tema ricorrente

di Francesco Gastaldi (Università IUAV – Venezia)


Fin dagli anni '60 la pianificazione del territorio genovese è stato oggetto di riflessione che però non ha dato seguito ad una compiuta volontà pianificatoria, in modo particolare in tema di area vasta. Oggi il tema è tornato di attualità a seguito di recenti provvedimenti legislativi.