a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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venerdì 28 febbraio 2014

Le “città regione”: alcuni esempi europei a confronto nel progetto Joining Forces



La governance delle aree metropolitane è un tema che da diverso tempo è al centro delle analisi sulle nuove forme di organizzazione territoriale. Il progetto Joining Forces, recentemente concluso, nell’ambito del programma Urbact II ha sviluppato la ricerca di strumenti di governo delle aree metropolitane per affrontare meglio le sfide dell'Europa delle città: la competitività, la coesione sociale e la sostenibilità ambientale.

Gli 8 partners coinvolti nel progetto
Joining Forces, recentemente concluso e pubblicato, erano Lille (Francia) capofila del progetto, Burgas (Bulgaria), Brno (Repubblica Ceca), Bruxelles (Belgio), Cracovia (Polonia), Eindhoven (Paesi Bassi), Firenze (Italia) e Siviglia (Spagna). Esse hanno coordinato e sviluppato i vari temi oggetto di studio e considerati strategici ai fini di caratterizzare un’area metropolitana europea:
  • Pianificazione strategica del territorio;
  • Gestione della mobilità e dei trasporti;
  • Principali questioni ambientali: approvigionamento idrico, smaltimento dei rifiuti, ecc.
  • Competenza economica (creatività, ricerca ed istruzione);
  • Sistemi di gestione (pubblica e mista pubblico/private);
  • Inclusione sociale, partecipazione, responsabilizzione;
  • Attrattività e competitività (inclusi la promozione e il marketing territoriale).

“La competitività è una risposta di tipo sociale alle sfide economiche: non significa soltanto fornire un livello più alto di servizi pubblici, ma richiede anche una vera abilità nel cooperare con diversi attori ubicati nella stessa area. La sostenibilità, come obiettivo per la gestione ambientale, presuppone l’idea di molte decisioni collettive e di strategie di sviluppo per un futuro più vivibile. L’integrazione sociale costituisce una strategia per ridurre le tensioni urbane tra gruppi di abitanti. I problemi etici, di genere e generazionali devono essere risolti nella maggior parte delle grandi città e nelle rispettive periferie. Le risposte possono essere date con l’aiuto proveniente dalla pianificazione fisica e sociale.”[1]

sabato 6 aprile 2013

Dall’area metropolitana allo sprawl urbano: la disarticolazione del territorio - parte 2a

Lo sprawl urbano
Parte 2a 

di Giuseppe Mazzeo

pubblicato su TeMA Vol 2 - No 4 - dicembre 2009 - pagg. 7-20
scarica qui il documento completo in .pdf
Il termine “sprawl” è stato coniato in America Settentrionale nella seconda metà degli anni ’60 quando il fenomeno iniziò ad essere analizzato (Real Estate Research Corporation 1974;
Altshuler, 1977; Windsor 1979). La componente fondamentale della definizione è l’incontrollata espansione delle città su aree rurali o semi-rurali; ciò si traduce nella trasformazione di spazi aperti in spazi costruiti e, a lungo termine, nella crescita di una serie di esternalità ambientali negative.

Normalmente l’espressione “sprawl urbano” definisce l’estensione di una città e dei suoi sobborghi sulle aree rurali poste ai confini dell’area urbana. Gli abitanti residenti in questi insediamenti tendono a vivere in singole unità familiari e ad usare l’auto per raggiungere il luogo di lavoro. Il più importante indicatore dello sprawl è la densità di popolazione, ma altri elementi di valutazione sono la mancanza di alternative di trasporto, il consumo di suolo, l’inquinamento antropico, la riduzione della qualità di acqua e suolo; uno degli indicatori positivi maggiormente citati è la qualità della vita, ritenuta migliore al di fuori della città, anche se su questo fattore i pareri sono controversi.

venerdì 5 aprile 2013

Dall’area metropolitana allo sprawl urbano: la disarticolazione del territorio - parte 1a

Riproduciamo qui una interessante ricerca che affronta il tema delle definizioni di area urbana e di area metropolitana. Dopo una iniziale riflessione sul fenomeno dell'espansione urbana, e dei suoi esiti in termini di area metropolitana oppure di sprawl quale negazione del fenomeno urbano stesso, la ricerca si volge ad analizzare l'area metropolitana di Napoli.

Parte 1a 

di Giuseppe Mazzeo
pubblicato su TeMA Vol 2 - No 4 - dicembre 2009 - pagg. 7-20
scarica qui il documento completo in .pdf 

L’espansione della città
Il paper affronta il fenomeno dell’espansione urbana analizzando due concetti, quello di area metropolitana e quello di sprawl.
Il primo, erede della tradizione razionale e positivista dello sviluppo, avrebbe dovuto portare a metropoli ordinate ed efficienti; il secondo, figlio dell’individualismo capitalistico e dell’indifferenza nei confronti dell’ambiente, modella la città estesa come uno dei simboli del processo di appropriazione illimitata dello spazio.
In mezzo vi è il breve periodo dell’ultima crisi urbana, a cavallo degli anni ’70 e ’80; da questa crisi la città è uscita agendo verso tre direzioni principali: la prima è stata l’espulsione di funzioni ritenute non primarie; la seconda è stata la riappropriazione di ambiti urbani in stato di abbandono e la loro trasformazione in distretti di elevata qualità; la terza è stata la ricerca di nuovi significati, di nuove prospettive e di conseguenti azioni di marketing che sembrano essere divenute fondamentali per ogni politica urbana.
È interessante osservare in questo processo che quelle che vengono considerate come azioni positive sono fisicamente localizzate in quadranti urbani diversi da quelle ritenute negative: quando si parla di riqualificazione della città si ha a che fare con aree urbane centrali o semicentrali, così come quando si parla di azioni sull’immagine della città.

martedì 12 marzo 2013

Quale governance per le Aree metropolitane europee?

di Roger Read, Architetto e Urbanista
Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee
METREX
http://www.eurometrex.org
Riepilogo
Se si vuole raggiungere quel migliore equilibrio urbano tra le aree metropolitane che l’Unione
europea auspica, tenuto conto dell’ampliamento dell’Europa, è vitale che trovi spazio una governance metropolitana efficace. In Europa, un approccio sostenibile alle strategie metropolitane comporterà forme urbane compatte ed uso misto, sviluppo dei trasporti pubblici imperniato su città e centri urbani. Anche un approccio policentrico di questo tipo nelle aree metropolitane esige un’efficace governance metropolitana. Il presente documento sonda le competenze ed i processi necessari per conseguire un‘efficace programmazione del territorio metropolitano, nonché i modelli di governance metropolitana che andrebbero vagliati al fine di conseguire tale equilibrio.