I diversi attori della mobilità operanti nell'area metropolitana genovese (enti pubblici ed aziende erogatrici di servizi) si muovono in modo assai scoordinato e al di fuori di valide politiche di programmazione. Ogni azienda elabora autonomamente orari, percorsi e tariffe, fissa costi di gestione in funzione della propria organizzazione e programmazione, elabora strategie commerciali senza tenere conto di ciò che fanno gli altri, e ponendosi anzi, spesso, in concorrenza con gli altri vettori per strappare ad essi quote di utenti, più che per generarne di nuovi, sottraendoli ad esempio al traffico privato. Questo, nel caso di mezzi pubblici, genera diseconomie e spreco di risorse in quanto sarebbe necessario piuttosto attivare delle sinergie tra vettori di questo genere.
a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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mercoledì 6 febbraio 2013
Un modello di governance del Trasporto Pubblico dell’Area Metropolitana Genovese
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martedì 5 febbraio 2013
L’integrazione modale e tariffaria dei mezzi di trasporto pubblico
Il quadro che caratterizza, oggi, la mobilità nell’area metropolitana di Genova è quello di una grande frammentazione: le aziende di trasporto pubblico e, in generale, gli attori economici attivi nel settore della mobilità sviluppano offerte di servizio tra loro indipendenti e scoordinate. Questo porta inevitabilmente a produrre inefficienze, sovrapposizioni o, all’opposto, carenze e, non ultimo, spreco di denaro pubblico.
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lunedì 4 febbraio 2013
La mobilità nell’area metropolitana di Genova
Nella provincia di Genova la mobilità intercomunale delle persone (mezzi pubblici e privati) si aggira sulle 340.000 unità/giorno. L’auto fa la parte del leone, essendo usata in più del 70% dei casi, segue il treno (circa il 19%) e il trasporto pubblico su gomma (circa 9%).[1]
Il 43,5% della mobilità complessiva è di tipo pendolare (studio o lavoro) mentre il 56,5% è di tipo occasionale.
L’area di Genova è quella che genera (al suo interno, in ingresso ed in uscita) la quota maggiore di mobilità provinciale (oltre il 55%), ma notevole è anche la sua attrattività nei confronti di altre province regionali ed extraregionali (Basso Piemonte).
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