a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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mercoledì 3 febbraio 2016
lunedì 30 novembre 2015
Napoli, città metropolitana: troppi ritardi, ora la regione faccia la sua parte
A quasi un anno dalla nascita dei nuovi enti, l'articolo traccia un primo bilancio e mette in evidenza le poche luci e le molte ombre che li caratterizza, tra ritardi nella definizione dei vari organismi e un preoccupante deficit di rappresentatività e di capacità operativa. L'articolo parla di Napoli, ma fotografa una realtà analoga in tutta Italia.
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martedì 29 settembre 2015
domenica 13 settembre 2015
Province, a fine anno le liste di mobilità
Entro il 31 ottobre le Regioni dovranno aver definito le funzioni attribuite a Province e Città Metropolitane, determinando così il fabbisogno di personale ad esse adibito. Entro la stessa data le Province e le Città Metropolitane dovranno fornire le liste dei dipendenti in soprannumero.
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sabato 8 agosto 2015
UPI: la riforma delle Province e delle Città metropolitane strozzata dai tagli indiscriminati alle risorse
In un recente documento l’UPI
(Unione delle Province Italiane) fa il punto sullo stato della legge 56/2014 e
rileva preoccupanti criticità nel suo stato di attuazione.
di Sonia Zarino
Vi è, secondo l’UPI, un evidente
disallineamento tra la legislazione regionale, che doveva riattribuire le
funzioni non essenziali delle Province e
delle Città metropolitane, e la legge di Stabilità che, sottraendo alle
stesse risorse in una misura ritenuta eccessiva, blocca di fatto l’effettiva attuazione della
riforma.
In effetti, se da un lato i nuovi
enti sono di fatto operativi, e in grado quindi di svolgere i compiti a loro
affidati dalla L. 56, nelle more degli adempimenti previsti da parte delle Regioni essi devono
continuare a svolgere tutti i compiti delle “vecchie” province. Tale onere si
traduce quindi nella necessità di fare fronte a spese di cui non si hanno di
fatto le necessarie coperture economiche: si pensi solo che la prevista legge
di Stabilità 2015 taglia al bilancio delle Province un miliardo nel 2015, 2
miliardi nel 2016 e 3 miliardi nel 2017.
Ad oggi, la sola parte pienamente
attuata della riforma delle province riguarda il cambio degli organi
amministrativi, costituiti da sindaci e consiglieri provenienti dai comuni
dell’Città metropolitana e non più eletti direttamente dai cittadini.
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lunedì 13 luglio 2015
domenica 12 luglio 2015
Le città metropolitane per lo sviluppo strategico del territorio: tra livello locale e livello sovranazionale
Mentre il TUEL aveva una visione “gradualistica e in sequenza” dei livelli territoriali di governo, la l. n. 56 è ispirata, invece a una visione “funzionalista”. In sostanza, nella nuova legge le città metropolitane sono enti territoriali di area vasta, a finalità specificatamente definite, e tutte incentrate essenzialmente sullo sviluppo strategico del territorio. Le città metropolitane sono certamente enti territoriali di area vasta, ma non sono enti territoriali locali, nel senso tradizionalmente fatto proprio da dottrina, legislazione e giurisprudenza.
pubblicato su federalismi.it N° 12 - 17/06/2015
pubblicato su federalismi.it N° 12 - 17/06/2015
Il 30 giugno di quest’anno scadranno i sei mesi dall’entrata in funzione delle città metropolitane, così come il termine entro il quale le regioni devono aver approvato le leggi di loro competenza attuative di quanto previsto dal comma 91 della l. n. 56/2014 per la riallocazione delle funzioni non fondamentali delle province dopodiché lo Stato potrà avvalersi di quanto previsto dal comma 95, ed esercitare il potere sostitutivo.
Allo stato attuale, mentre risultano approvati tutti gli statuti delle otto città metropolitane di cui al comma 5, salvo Reggio Calabria e Venezia, che hanno, come noto, tempi di attuazione diversa, molte regioni non hanno ancora provveduto ad adottare le leggi di loro competenza. Del resto, anche nei casi in cui le regioni hanno varato la legge di cui al comma 91, non risultano ancora avviati i procedimenti necessari per il trasferimento delle funzioni e del personale, né gli altri adempimenti conseguenti, previsti nei commi da 89 a 95, come successivamente integrati dai numerosi provvedimenti adottati o in via di adozione, per la loro attuazione.
Di conseguenza, anche le città metropolitane, al pari delle province, si trovano ancora ad operare in una sorta di limbo o, se si preferisce, di terra di nessuno, nella quale l’oggi non è comunque eguale all’ieri, ma il domani deve ancora compiersi. Per un verso, i nuovi enti, e i loro organi, sono pienamente in carica e operativi, e sono quindi in grado di esercitare le loro funzioni e, per quanto riguarda le città metropolitane, anche di perseguire le finalità assegnate dalla l. n. 56/2014.
Per un altro verso però, in virtù del comma 89, ultima parte, della stessa legge, essi devono ancora svolgere tutte le funzioni delle precedenti province, in attesa che si provveda al loro effettivo esercizio da parte dell’ente subentrante; ente, quest’ultimo, che in tutti i casi in cui le regioni non hanno ancora legiferato, deve tuttora essere individuato e che, anche negli altri casi, presuppone comunque quanto meno il completamento del processo di trasferimento del personale... (segue)
martedì 7 luglio 2015
Venezia: Città metropolitana nella palude
La Regione non ha ancora deciso la ripartizione delle funzioni con il Nuovo Ente.
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lunedì 2 marzo 2015
Province, "non rimaniamo a metà del guado"
Dall'Olio (PD): "La riforma Delrio è un pasticcio, pensare di sbrogliarlo con le aree vaste sarebbe peggio".
La riforma delle Province è una riforma nata
male che rischia però di finire peggio se non viene portata fino in
fondo. La scelta di abolire le Province senza avere un disegno organico
di riordino degli enti locali e di tutte le istituzioni pubbliche
organizzate su base provinciale (prefetture, camere di commercio, etc.) è
stata palesemente un errore. Una concessione alla pancia dell’opinione
pubblica, sensibilizzata da una campagna di disinformazione martellante,
senza misurarne implicazioni e conseguenze. Ma fermarsi a metà del
guado vagheggiando fantomatici enti di secondo grado chiamati 'aree
vaste' non può che aggravarlo.
La legge Delrio non potendo abolire le Province in quanto previste dalla Costituzione, ha cancellato gli organi elettivi trasformando le Province in enti di secondo grado governate dai sindaci e lasciando alle Regioni la patata bollente della riorganizzazione delle funzioni “non fondamentali” senza fornire risorse e precise indicazioni.
La legge Delrio non potendo abolire le Province in quanto previste dalla Costituzione, ha cancellato gli organi elettivi trasformando le Province in enti di secondo grado governate dai sindaci e lasciando alle Regioni la patata bollente della riorganizzazione delle funzioni “non fondamentali” senza fornire risorse e precise indicazioni.
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lunedì 23 febbraio 2015
Se la Regione decide di non decidere
La maggior parte delle leggi e dei DDL regionali rinvia a successivi "provvedimenti"
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martedì 9 dicembre 2014
Personale della Provincia, 800 a rischio. A tremare sono soprattutto i precari.
Diversamente da quanto sempre assicurato nel corso dell'iter della legge 56, che prevedeva il riassorbimento di tutto il personale in forza alle Province, ultimamente sta con insistenza circolando la voce di esuberi, anche consistenti.
Non essendo chiaro ad oggi come verranno redistribuite le deleghe inerenti funzioni in precedenza assegnate alle province in particolare dalle regioni, allocare le risorse diventa difficile, di conseguenza le regioni non si fidano e lasciano le deleghe in capo alle province che però con i pesanti tagli subiti rischiano seriamente il default...insomma, il solito pasticcio all'italiana. Continuo a pensare che siano questi esempi che allontanano, più di ogni cosa, gli investitori stranieri dall'Italia: quale affidabilità può offrire un simile "sistema Paese"?
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sabato 6 dicembre 2014
L'ultima barricata delle Province
"Spegneremo il riscaldamento nelle scuole e non faremo manutenzione alle strade": la contromossa della Provincia se passerà la riforma così come è stata rielaborata.
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giovedì 27 novembre 2014
Province: più carrozzoni di prima
La recente formulazione della legge di stabilità pone una pesante ipoteca sull'occupazione dei dipendenti delle province, dopo che per mesi si era assicurato che non vi sarebbero stati problemi nel ricollocare tutti i lavoratori. Inoltre la carenza di risorse mette a rischio i servizi erogati ai cittadini.
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lunedì 13 ottobre 2014
Per le ex province una dote di 9 miliardi
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sabato 11 ottobre 2014
lunedì 29 settembre 2014
lunedì 1 settembre 2014
Il bicameralismo delle città metropolitane
In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.
pubblicato su LeggiOggi.it il 1 settembre 2014
La procedura di approvazione del bilancio delle città metropolitane prevede una sorta di doppia lettura.
In un momento in cui il dibattito politico è tutto incentrato sul
superamento del bicameralismo e sulla semplificazione e celerità dei
procedimenti amministrativi, la legge Delrio prevede un percorso accidentato per l’approvazione dello strumento di programmazione economico-finanziaria delle città metropolitane.
Lo schema di bilancio deve essere proposto dal sindaco metropolitano, adottato dal consiglio metropolitano, in una sorta di prima lettura, e sottoposto al parere della conferenza metropolitana.
Il secondo organo assembleare dell’istituzione di area vasta esprime il proprio parere, approvandolo con una maggioranza che deve soddisfare due requisiti, la maggioranza della popolazione ed un terzo dei comuni.
A questo punto lo schema di bilancio torna al primo organo assembleare ed il consiglio metropolitano, in seconda lettura, può finalmente approvare lo strumento di programmazione.
A questo punto lo schema di bilancio torna al primo organo assembleare ed il consiglio metropolitano, in seconda lettura, può finalmente approvare lo strumento di programmazione.
venerdì 22 agosto 2014
Province, il ritorno dei morti viventi
I decreti attuativi slittano ancora. I nuovi enti non sanno ancora quali competenze riceveranno, e intanto il Parlamento ridà i rimborsi ai consiglieri.
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venerdì 15 agosto 2014
Città metropolitane, un pateracchio
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sabato 12 luglio 2014
Province - Lanzetta: “Decreto riordino funzioni entro fine mese”
“Il
decreto di riordino delle funzioni delle nuove province previsto dalla
legge Delrio sarà definito entro la fine del mese”. Lo ribadisce il
ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Maria Carmela
Lanzetta, sottolineando “che quello dell'8 luglio è comunque un termine
ordinatorio”.
"Siamo
al lavoro insieme agli altri ministeri interessati, alle Regioni e agli
enti locali per realizzare al meglio - ha spiegato il ministro - il
lavoro di ricognizione e assegnazione delle funzioni, a cui seguiranno
patrimonio e personale. Per quanto riguarda le funzioni statali siamo a
buon punto, per la parte che interesse le Regioni forniremo delle linee
metodologiche, lasciando alle regioni l'autonomia della definizione del
trasferimento e degli atti conseguenti. Si tratta - ha aggiunto la
titolare di palazzo Cornaro - di una serie di provvedimenti di grande
importanza perché costituiscono il cuore dell'attuazione della riforma e
saranno quelli che tracceranno la nuova architettura della governance
del nostro territorio. Come ogni trasformazione istituzionale è un
passaggio complesso, che richiede il coinvolgimento di diversi attori e
la massima attenzione, perché il risultato sarà un cambiamento radicale
del modello di governo locale".
Il
ministro Lanzetta ha poi tenuto a sottolineare "che nella fase di
attuazione in corso le funzioni delle province continueranno a essere
svolte dai Commissari, così come prevede la legge. Giovedì, in sede di
conferenza Unificata torneremo a parlare del processo di realizzazione
della riforma perché - ha concluso - ritengo fondamentale condurre il
nostro lavoro all'insegna della trasparenza e della collaborazione
istituzionale". (com/ef)
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