a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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lunedì 10 novembre 2014

Lo Statuto della Città metropolitana e la partecipazione dei cittadini

La definizione dello Statuto delle Città Metropolitane, lungi dall'essere un mero adempimento burocratico, può essere l'occasione per rendere più vicina ai cittadini una istituzione che, per come è nata, rischia di rimanere una entità astratta e poco rappresentativa delle istanze quotidiane.

Il Comune di Bologna ha affrontato il tema dello Statuto già alcuni mesi fa, promuovendo un processo partecipativo che servisse da base conoscitiva condivisa con i cittadini per la stesura definitiv del documento statutario.

Una esperienza molto interessante e innovativa, che dovrebbe in qualche modo ispirare i Consigli Metropolitani sulla necessità di promuovere forme di un maggiore coinvolgimento dei cittadini nel momento in cui vengono decise le modalità di funzionamento del nuovo Ente.

giovedì 23 ottobre 2014

È Milano la città più smart d’Italia. Sul podio con Bologna e Firenze

pubblicato sul sito www.icitylab.it

Sono Milano, Bologna e Firenze le città più smart d’Italia: lo dicono i risultati di ICity Rate 2014, presentati a Smart City Exhibition, la manifestazione europea sulle tematiche dell’innovazione nelle città e nelle comunità intelligenti in programma fino a domani a Bologna. (Genova si piazza al 18° posto in questa classifica, ndr).

Realizzato da FORUM PA per Smart City Exhibition, il rapporto ICity Rate 2014 stila la classifica delle città smart, analizzando 106 Comuni capoluogo sulla base di 72 indicatori statistici – che vanno dal valore aggiunto per unità di lavoro ai followers twitter delle amministrazioni comunali – per descrivere la situazione in sei dimensioni: economy, living, environment, people, mobility e governance, secondo uno schema consolidato nelle analisi internazionali delle smart cities. 
Rispetto alle edizioni precedenti, ai tradizionali indicatori “standard” sono state affiancate una serie di  variabili “smart”, più direttamente collegate alle dinamiche di innovazione tecnologica e sociale.


domenica 13 aprile 2014

Città metropolitana, la sfida di Vitali "Si sciolga il Comune"

Walter Vitali, ex sindaco di Bologna, è stato uno dei principali artefici della creazione del nuovo ente, che sostituirà la Provincia. E spiega che a questo punto il passaggio delle consegne dev'essere completo.

di Eleonora Capelli - pubblicato su La Repubblica - ed. di Bologna il 06 Aprile 2014

«ESISTONO solo due modelli di città metropolitana. Quello applicato ad esempio a Parigi, Londra e Bruxelles, dove il Comune principale è scorporato in municipi, e il sindaco guida tutta l’area vasta, grande come la nostra provincia. Oppure quello della “communauté urbaine”, che è un ente di secondo livello, in cui tutti i comuni riconoscono un “coordinamento”. Anche qui da noi la città metropolitana può funzionare, ma i Comuni devono “cedere” delle funzioni, dal basso, e la Regione deve fare la stessa cosa dall’alto.

Mentre a palazzo Malvezzi si discute sul destino della Provincia che fino alla fine del 2014 continuerà a essere retta, sia pure senza stipendio, dalla presidente Beatrice Draghetti e da alcuni suoi assessori, in città c’è già chi progetta l’istituzione del futuro e chiama 300 cittadini a “votarla” sabato prossimo a Palazzo del Podestà.

L’ex sindaco Walter Vitali, che propose la città metropolitana in maniera “pionieristica”, e da senatore ha seguito l’iter di tanti progetti di legge, ora finalmente intravede il traguardo e spiega come vorrebbe realizzare la “grande Bologna”.

Qual è il suo giudizio sulla legge votata in parlamento?


«È tutto sommato positivo, anche perché l’iter parlamentare l’ha migliorata. Nella fase che si apre ora, si definirà lo statuto del nuovo ente, e grazie a questo strumento si può disegnare un’istituzione a misura di territorio».

Per una città metropolitana in cui i cittadini eleggono direttamente il presidente, lei pensa che sia inevitabile sciogliere il Comune di Bologna?

«Non c’è alternativa, è l’unica condizione per non avere due sindaci contemporaneamente. Questo è anche l’unico modo per eliminare un livello: tra quartieri, Comune e Provincia, rimarrebbero solo quartieri e città metropolitana. Del resto l’elezione diretta è possibile ma al termine di un percorso, che non potrà probabilmente essere concluso nel 2016, al termine del primo mandato di Merola. Si può pensare di farlo per il 2019».

mercoledì 30 gennaio 2013

La delimitazione dell'area metropolitana di Bologna - L.R. 12 aprile 1995, n. 33

DELIMITAZIONE TERRITORIALE DELL'AREA METROPOLITANA DI BOLOGNA E ATTRIBUZIONE DI FUNZIONI
Testo coordinato con le modifiche apportate da:

Art. 1
Finalità e delimitazione territoriale dell'area metropolitana di Bologna
1.Attraverso l'istituzione della Città metropolitana di Bologna, la Regione Emilia-Romagna persegue lo scopo di realizzare il miglior funzionamento degli enti locali dell'area bolognese ed una più efficace collaborazione fra essi e le aree limitrofe, pur nel quadro di uno sviluppo policentrico del territorio regionale.