a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
Visualizzazione post con etichetta governance. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta governance. Mostra tutti i post

lunedì 6 giugno 2016

Abolire il comune di Roma

Proposta shock (ma non troppo): suddividere Roma nei suoi municipi per governarla meglio. Ma la governance non è solo una questione dimensionale, occorrono visione di lungo termine e strutture organizzative efficienti e focalizzate su obiettivi chiari e condivisi da tutta l'Amministrazione.

martedì 24 maggio 2016

Cinghiali metropolitani


Prendendo spunto da un curioso fatto di cronaca, Andrea Pasetti prosegue le riflessioni sulle promesse mancate fatte ai cittadini in tema di città metropolitana, su quello che il nuovo ente doveva essere e su quello che in realtà è attualmente: una grande incompiuta, priva di mezzi e "snobbata" dalla classe politica che guarda altrove, mentre vengono a mancare i servizi più elementari e Genova sale all'onore delle cronache nazionali per l'Università di Scienze Politiche okkupata...ma invece che la pantera, questa volta ci sono i cinghiali.

di Andrea Pasetti*


Sgrunff! Sgrunff!
Una famiglia di allegri cinghialotti, che ha inopinatamente fatto irruzione nei giardini pubblici e nelle sistemazioni a verde dell’Università, scorrazzando liberamente nei quartieri del centro, ha creato nei giorni scorsi un certo scompiglio.
La vicenda, oltre ad aver dato spunto per articoli “di colore” nelle cronache locali anche grazie alle curiose reazioni di simpatia animalista che gli ungulati hanno suscitato, ci consente di fare qualche riflessione e di trarre qualche insegnamento in chiave metropolitana.
E già, perché i cinghiali sono certamente animali metropolitani: non conoscono i confini tra un Comune e l’altro, si aggirano liberamente sulle alture di tutta l’area metropolitana genovese e da anni si intrufolano con sempre maggiore frequenza nei campi, negli orti e nei giardini di molte comunità locali che oggi appartengono a tale vasta area urbana. La loro sgradita presenza sembra testimoniare la necessità di un coordinamento di scala sovra comunale, per il quale è stata proprio costituita la Città metropolitana.
Un singolo Comune, anche ben organizzato e dotato di mezzi e personale come il Comune di Genova, non avrebbe certo la possibilità di governare efficacemente il fenomeno, conoscerne le caratteristiche e le evoluzioni, introdurre misure per contenerlo e limitarlo senza urtare le sensibilità di una parte dei cittadini, ma anche senza consentire la produzione di danni su beni pubblici e privati, anche consistenti e in settori delicati come l’agricoltura.
Prendere di peso la famiglia di cinghiali dai giardini dell’Università e riportarla sui monti serve a poco: quanto tempo dovremo attendere perché la stessa famiglia o un altro gruppo o dieci o cento prendano la stessa strada, attirati dai facili bocconi disponibili nei quartieri bassi?
Soprattutto, pensiamo che nella stessa area metropolitana non ci siano uguali diritti e doveri per tutti i cittadini? Che di questo problema, come di altri che caratterizzano i nostri territori interni, come ad esempio il dissesto idrogeologico, se ne debba occupare qualcun altro?
Qualcuno risponderà che del problema se ne sta occupando la Regione ed è vero, visto che è stato emanato recentemente un apposito regolamento sulla base delle deleghe “riassorbite” dalle Province. Bisogna però osservare da una parte che la legge di recepimento di queste deleghe era stata fatta più di un anno fa e forse, in questa occasione, la macchina amministrativa regionale non ha brillato per rapidità di riflessi, e dall’altra che, per sua natura, l’Ente regionale è sempre portato ad affrontare le questioni sotto un profilo normativo e programmatorio.
Purtroppo i cinghiali sono bestie rozze e ignoranti e di leggi e regolamenti non sanno che farsene. Per affrontare seriamente il problema occorre organizzazione, collaborazione tra diversi Enti, condivisione tra comunità locali: ma per ottenere questo risultato occorre un progetto collettivo di uso del territorio che consideri le parti meno urbanizzate dell’area metropolitana come un prezioso complemento di quelle più densamente abitate, da curare e proteggere nello stesso modo in cui ci si occupa del proprio orto e del proprio giardino.
È troppo ambizioso questo obiettivo? È forse irraggiungibile quanto previsto dallo Statuto della Città metropolitana quando afferma tra i propri obiettivi quello “… dello sviluppo sostenibile, orientato al potenziamento e alla valorizzazione delle reti infrastrutturali e dei sistemi di mobilità pubblica, alla rigenerazione dei tessuti edificati, al potenziamento e alla riqualificazione dei servizi e degli spazi pubblici, alla costruzione della rete ecologica metropolitana, alla valorizzazione e tutela del sistema agricolo, dei suoli liberi e dei beni paesistici”?
Sappiamo purtroppo che la Città metropolitana è un Ente privo di mezzi, di risorse e forse anche di speranze per il proprio futuro, abbandonato dallo Stato che l’aveva voluto (forse solo per far digerire meglio l’abolizione delle Province) e osteggiato dagli altri Enti, in particolare dalla Regione.
Nonostante il ruolo costituzionale e le attribuzioni della legge costitutiva molti, in particolare appartenenti al cosiddetto establishment, pensano che le Città metropolitane siano Enti inutili e comunque il loro numero debba essere ridotto, facendo scempio in questo modo dell’impegno di chi ci lavora e soprattutto dei diritti che i cittadini metropolitani hanno tutti in uguale misura.
Il comportamento di costoro, che distruggono l’ordinamento voluto dalle leggi riproponendo vecchi schemi gerarchici e disfano il faticoso lavoro di chi cerca di coordinare le diverse esigenze delle comunità locali allo scopo di eliminare le disparità tra i cittadini, e di quelli che ridono e applaudono allo spettacolo di tale distruzione, non ricorda forse quello di altri, incolpevoli, soggetti citati nell’articolo?
Sgrunff! Sgrunff!
 
*Architetto, già Direttore dell'Urbanistica della Provincia di Genova e attualmente membro dell'INU Liguria

venerdì 20 maggio 2016

mercoledì 18 maggio 2016

Genova "matrigna" ha divorato la paziente Provincia

Primo bilancio dell'entrata in vigore della città metropolitana che ha sostituito (ma con diverse funzioni e poteri) la provincia. Per ora sono molti i rimpianti rispetto un ente che veniva sentito come a supporto dei comuni, mentre oggi le distanze rispetto al capoluogo sembrano aumentare, complici però le tante carenze dovute al taglio delle risorse per la fornitura dei servizi.

Visualizza l'articolo in .pdf

martedì 3 maggio 2016

Grande Milano o fumo negli occhi

Continuano i gridi di allarme circa l'effettiva funzionalità dei nuovi enti, confrontati con la dura realtà fatta di tagli e di scarso potere decisionale effettivo.

Visualizza l'articolo in .pdf

martedì 8 dicembre 2015

Atp, la validità del biglietto scende ancora

Atp sempre più in difficoltà taglia servizi e stipendi dei lavoratori, ma così facendo il servizio è sempre meno appetibile per gli utenti che infatti sono in calo costante. Un circolo vizioso da cui non si può uscire? Non necessariamente, ma occorre ripensare l'organizzazione complessiva del TPL, a cominciare dall'integrazione gomma-ferro. 

domenica 11 ottobre 2015

Depuratore a Chiavari: scelta nata da ragioni economiche e tecniche

Non sempre è semplice prendere delle decisioni impattanti su un territorio: se ne è ben accorto il Sindaco metropolitano Marco Doria che espone i motivi della scelta di ubicare il nuovo depuratore comprensoriale a Chiavari.

No al depuratore unico ma con posizioni diverse

Uno, nessuno e centomila: nessuno vuole nel suo territorio il nuovo depuratore di vallata. D'accordo che non lo si vuole fare insieme alla val Petronio, ma allora quello dell'Entella dove lo si vuol piazzare? Lancio una proposta: e se lo si facesse in mare, tipo off-shore??? 

venerdì 7 agosto 2015

Depuratore del Tigullio, la decisione definitiva a settembre

La vicenda del depuratore comprensoriale non è solo una vicenda che potremmo definire locale, in quanto è uno dei banchi di prova sul funzionamento della nuova Città metropolitana, che deve trovare per la sua buona governance il giusto equilibrio tra aspetti a volte confliggenti, quali l'ottimizzazione delle risorse finanziarie e la volontà delle singole amministrazioni. Se è vero che, come detta la legge 56, finalità della città metropolitana è il suo sviluppo territoriale complessivo, è da qui che occorre partire per valutare le decisioni prese dal Consiglio.

 

sabato 1 agosto 2015

Città metropolitana di Venezia: scontro sui poteri con la Regione

Il nodo delle competenze tra Regioni e Città Metropolitane è uno dei più delicati, nonostante la legge 56 sia chiara sull'attribuzione alle città metropolitana di ben definite funzioni e finalità, che costituiscono il perimetro della sua attività pianificatoria e gestionale. Anche la materia urbanistica fa parte di queste competenze per quel che riguarda la componente strategica inerente lo sviluppo economico (servizi a rete, trasporti pubblici, ecc.), ma le regioni non sembrano aver colto questo aspetto e sono recalcitranti a dare attuazione alla legge.


martedì 23 giugno 2015

Dopo le autostrade, le ferrovie: la concessione è un affare

da La Voce.info 23.06.15

Una concessione dovrebbe implicare il trasferimento al concessionario di un rischio operativo. In Italia non è mai stato così per le autostrade. Ora il sistema rischia di estendersi alle infrastrutture ferroviarie. Eccesso di investimenti, direttiva Recast e la potente lobby ferroviaria europea.


Italia, il paese di Bengodi per i concessionari
La direttiva europea 23/2014 asserisce che una concessione deve implicare sempre il trasferimento al concessionario di un rischio operativo che comporta la possibilità di non riuscire a recuperare gli investimenti effettuati, per fluttuazioni del mercato sul lato della domanda o per un’offerta non corrispondente alla domanda. La disciplina dell’aggiudicazione di concessioni non sarebbe giustificata se l’amministrazione garantisse sempre all’operatore un introito minimo e il recupero degli investimenti effettuati.

Per le autostrade v’è una differenza fondamentale tra tratte “nuove” o costruite di recente e tratte “storiche” già ampiamente ammortizzate. Per le tratte “nuove” il rischio è assai elevato, come evidenziato dalle vicende della Brebemi (Brescia-Bergamo-Milano) o della Asti-Cuneo, e in questi casi assistiamo ai tentativi degli investitori di scaricare le perdite allo Stato, in vari modi. Per le autostrade “mature”, dove i nuovi investimenti sono modesti rispetto agli introiti, ai concessionari viene in pratica garantita una buona (ottima) redditività grazie alla periodica revisione delle tariffe, talché ogni rischio è annullato. Se ne è avuta conferma nella recente esperienza: pur in presenza di un eccezionale calo del traffico di oltre il 10 per cento, nel 2012-13, i profitti delle concessionarie non sono diminuiti: le nostre concessionarie sono assai ben tutelate dal rischio operativo sul lato della domanda. Beneficiano di rilevanti rendite che per definizione, anche ignorando gli aspetti distributivi regressivi, generano una perdita di benessere collettivo.
Lo stesso Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e persona con la non comune dote della franchezza, ha dichiarato che l’Italia per i concessionari autostradali è il “paese di Bengodi”: non vi sono rischi reali, si può solo guadagnare.

Convocato per il prossimo 25 giugno il Consiglio Metropolitano: si parla di risorse, di pianificazione e di regolamenti

Sfidando il ponte di San Giovanni, il Sindaco Metropolitano Marco Doria ha convocato il Consiglio della Città Metropolitana per il giorno 25 giugno p.v., alle ore 17,30 per discutere e deliberare su un corposo Ordine del giorno, riguardante l'Approvazione definitiva del Programma Triennale delle Opere Pubbliche 2015/2017 e il relativo Elenco Annuale 2015,  il Documento Unico di Programmazione (DUP) 2015/2017, nonchè lo Schema di Bilancio di previsione triennale 2015/2017. 

Saranno oggetto di discussione ed eventuale approvazione anche due varianti sostanziali ai piani di bacino del Polcevera e del Lavagna, nonchè diversi regolamenti inerenti le procedure di rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio di impianti di produzione e trasporto di energia elettrica e per gasdotti e oleodotti, oltre ad altri regolamenti per verificare le idoneità professionali di varie figure nel campo del trasporto e dei controlli sugli impianti termici e di trasporto e sulle modalità di occupazione del suolo pubblico.

Non resta che augurare buon lavoro al Sindaco e ai Consiglieri chiamati ad esprimersi nel merito.

sabato 13 giugno 2015