Parlando di governance dei trasporti pubblici, è giusto che l'Autorità Regionale coordini tutto il sistema, su ferro e su gomma, su traghetti, ecc., poi però le singole gare devono servire a individuare i gestori più adatti a realizzare tale progetto complessivo, che è responsabilità della stessa Autorità. Tali gare devono individuare lotti che garantiscano da un lato una necessaria integrazione a livello regionale ma anche la necessaria dimensione ottimale per consentire un equilibrio economico compatibile con le risorse disponibili e, auspicabilmente, con la necessità di offrire un servizio soddisfacente per gli utenti, che lo pagano non solo tramite i biglietti e gli abbonamenti ma, in primis, attraverso le loro tasse (ex legge Burlando). Quest'ultimo punto è bene sempre ricordarlo, dato che non a tutti è chiaro. Infine, i due livelli (regionale e di bacino) devono procedere di pari passo, perchè altrimenti si rischiano inefficienze e sprechi di risorse.
a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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domenica 5 luglio 2015
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domenica 22 febbraio 2015
Trasporti locali, Vesco assicura: nessun ritardo nella gara
Dopo le dimissioni del presidente dell'Agenzia Regionale, confermata la data di marzo per il bando di gara che assegnerà il servizio di trasporto in Liguria. Resta il fatto che le dimissioni presentate poco prima della scadenza hanno un sapore assai inquietante.
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sabato 9 agosto 2014
La Liguria si accorpa, autobus nelle mani dell'Agenzia Regionale
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venerdì 8 febbraio 2013
Il trasporto pubblico locale e la concorrenza: alcune riflessioni a partire dal caso ligure
di Francesco Gastaldi (IUAV - Venezia)
Per migliorare il servizio e contenere i costi del Trasporto pubblico locale (Tpl) occorre consentire la concorrenza nel mercato e, laddove si ritenga necessario il supporto pubblico, affidare la gestione del servizio tramite gara e su lotti di dimensioni contenute. Lo studio realizzato da Francesco Gastaldi, Lucia Quaglino, Carlo Stagnaro per Istituto Bruno Leoni (IBL) parte dalla constatazione del fatto che in molte realtà locali il Tpl è al centro di feroci polemiche. I tagli ai sussidi stanno mettendo in seria difficoltà le aziende, ma il modo in cui il problema viene affrontato lascia trasparire un forte senso di inerzialità, anche rispetto ai cambiamenti intercorsi nell’organizzazione sociale ed economica degli ambiti urbani negli ultimi decenni, in quanto si riduce a una sorta di aritmetica finanziaria. La risposta delle aziende al calo delle risorse è tendenzialmente la riduzione del servizio, ma questa azione ha effetti limitati, perché comunque le aziende di Tpl devono sostenere uno zoccolo molto elevato di costi fissi, riconducibili principalmente ai costi del personale. Inoltre le strategie basate sulla riduzione delle corse e sugli aumenti tariffari rischiano di avere effetti perversi.
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