a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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sabato 22 novembre 2014

Lo Statuto della Città Metropolitana: la proposta dell'ANCI

L'ANCI ha elaborato una proposta di Statuto sul quale i vari consigli metropolitani stanno lavorando per giungere alle rispettive formulazioni che dovanno essere approvate prima dell'entrata in vigore del nuovo ente, che avverrà il 1 gennaio 2015.

Visualizza lo schema di Statuto

mercoledì 6 agosto 2014

Fassino: “Entro settembre definito il passaggio delle funzioni previsto dalla legge ‘Delrio’”

Sarà definito entro la fine di settembre l’accordo cornice per il trasferimento alle Regioni ed ai Comuni delle funzioni finora assegnate alle Province, in vista dell’attuazione della legge ‘Delrio’ che dà il via libera alle città metropolitane ed alle ‘nuove province’. Questo l’effetto dell’accordo tra governo ed autonomie locali raggiunto nel corso della Conferenza Unificata che si è svolta questo pomeriggio presso il ministero degli Affari Regionali.
“Su proposta del governo – ha spiegato il presidente dell’Anci Piero Fassino al termine della riunione - è stata adottata una dichiarazione congiunta tra governo, Regioni, Comuni e Province che impegna entro settembre a definire l’accordo per l’attuazione della legge Delrio ed in particolare per la definizione delle deleghe che Stato e Regioni, sulle materie di loro competenza, dovranno conferire a città metropolitane e nuove province.
L’impegno reciproco – ha spiegato Fassino - è quello di “fissare la cornice del passaggio di consegne entro fine settembre”, in tempo utile con la tempistica di attuazione che la legge Delrio prevede tanto  per le città metropolitane che per le ‘nuove province’.
“Da parte dell’Anci – ha concluso il presidente – è stato chiarito che ogni trasferimento di funzioni dovrà essere accompagnato da risorse adeguate: ci si muoverà su due binari paralleli, il passaggio delle funzioni e del personale da un lato, e le garanzie finanziarie dall’altro”. (gp)
 
Leggi la comunicazione inviata ai direttori generali delle Anci e Upi regionali

sabato 5 luglio 2014

Entro l'8 luglio la definizione delle funzioni fondamentali delle città metropolitane. Le richieste di ANCI e UPI.

Entro l'8 luglio Governo, Regioni, Anci e UPI devono sancire l'accordo sulle quali saranno le funzioni delle Province e delle Città Metropolitane. Questo è un passaggio fondamentale perchè è l'occasione per fare chiarezza sui compiti dei vari organismi eliminando il più possibile le sovrapposizioni di competenze che ancora oggi rappresentano per molti settori ritardi pesantissimi.

Documento a cura di UPI (Unione Province Italiane)

L’attuazione della Legge 56/14: i tavoli di lavoro Governo, Regioni, Anci, Upi
All’indomani dall’approvazione della Legge 56/14 il Governo, secondo quanto previsto dal comma 149  della legge, ha aperto due tavoli di lavoro:
  • Un tavolo politico, tra Governo, Regioni, Anci e Upi,   con il   compito di portare a compimento l’accordo   in   Conferenza unificata sulla  ripartizione delle funzioni  di Province e Città metropolitane
  • Un tavolo tecnico con Anci e Upi , con l’obiettivo di   fornire i chiarimenti per l’interpretazione e l’applicazione   della legge 56/14 
I lavori del Tavolo politico 

Il tavolo politico si è riunito ufficialmente una sola  volta. I suoi compiti sono:
  • elaborare l’accordo da sancire entro l’8 luglio in Conferenza unificata sulle funzioni che devono essere comprese tra le funzioni fondamentali delle Province e delle Città metropolitane e le funzioni che invece sono oggetto di trasferimento, secondo quanto stabilito dal comma 89 della Legge 56/14

  • verificare il DPCM per il trasferimento delle risorse e del personale legati all’eventuale trasferimento delle funzioni provinciali in vista dell’intesa in Conferenza unificata entro l’8 luglio 2014.

  • verificare il decreto ministeriale con le misure premiali per le Regioni che riordinano gli enti e strutture a favore di Province e Città metropolitane.

  • monitorare le leggi regionali di attuazione della legge 56/14.
Le funzioni delle Province e delle Città metropolitane. 

  • La legge 56/14, al comma 91, stabilisce che, ferme restando le funzioni fondamentali che restano in capo alle Province, entro l’8 luglio, sentite le organizzazioni sindacali, tramite accordo in Conferenza unificata, Stato e Regioni individuano puntualmente le funzioni amministrative delle Province che devono essere trasferite ad altri enti.
  • Il comma 92 dispone che a seguito dell’accordo, sempre entro l’8 luglio con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa in Conferenza unificata, sono stabiliti i criteri generali per l’individuazione dei beni e delle risorse umane e finanziarie connesse alle funzioni che devono essere trasferite dalle Province agli altri enti (Comuni, Unioni di comuni e Regioni).
  • In caso di mancato accordo con le Regioni, secondo il comma 93, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dispone comunque sulle funzioni di competenza statale.
  • Il comma 95 stabilisce poi che le Regioni sono tenute a dare attuazione all’accordo di cui al comma 91 entro 6 mesi dall’entrata in vigore della Legge. Quindi entro l’8 ottobre 2014.

mercoledì 29 gennaio 2014

Città metropolitane: no al loro aumento indebito

L'Anci si oppone alla possibilità di aumentare il numero delle Città metropolitane: lo ha detto in un'audizione al Senato dedicata al ddl di riforma Delrio il delegato Anci e sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, per il quale "la possibilità di istituire le Città metropolitane nelle Province che sulla base dell'ultimo censimento hanno una popolazione superiore a un milione di abitanti, altera profondamente il criterio adottato finora per individuarle, che non è mai stato di natura quantitativa". 

In questo senso l'Anci oggi ha chiesto in Commissione Affari Costituzionali del Senato di sopprimere il comma corrispondente dell'articolo 2 del Ddl sulle Città metropolitane e le Province. Il rischio, ha avvertito la rappresentanza dei Sindaci - rappresentata da Orsoni e dal delegato ai Piccoli Comuni Mauro Guerra - "è di arrivare a 15 Città metropolitane", anche se il criterio finora adottato "ha sempre tenuto conto di fattori qualitativi relativi all'estensione delle conurbazioni reali rispetto ai confini amministrativi delle istituzioni preesistenti".

Questo scenario, hanno osservato Orsoni e Guerra, "estende indebitamente il numero delle Città Metropolitane ai territori ricompresi nelle province di Bergamo, Brescia e Salerno, con una formulazione - hanno aggiunto - che lascia aperta la possibilità di ulteriori allargamenti se ai successivi censimenti la popolazione di altre province supererà il milione di abitanti". Altro dato essenziale segnalato dai rappresentanti Anci è che "così facendo si modificherebbe radicalmente il concetto stesso di Città Metropolitana, che diventa così una semplice variante della provincia anziché essere un'istituzione speciale di governo destinata a caratterizzare le aree urbane del Paese".

Trasferimento funzioni. "Il provvedimento di riforma degli enti locali deve prevedere un processo di trasferimento delle funzioni amministrative, che oggi sono in capo alla Regione, in favore delle Città metropolitane". Così hanno spiegato Mauro Guerra e Giorgio Orsoni. "La finalità della semplificazione delle competenze amministrative va ulteriormente rafforzata, chiarendo che Stato e Regioni, ciascuno nell'ambito delle proprie competenze legislative, debbano dismettere tendenzialmente ruoli e poteri di carattere amministrativo". Su questa richiesta, hanno aggiunto Orsoni e Guerra, "convergono ormai anche le forze sociali, imprenditoriali e del mondo del lavoro, strette nella morsa tra recessione e lentezza dell'agire da parte delle Pubbliche Amministrazioni".

lunedì 20 gennaio 2014

Rapporto Cittalia sulla città metropolitane: la prefazione di Piero Fassino

Il rapporto Cittalia sulle città metropolitane risponde a un fabbisogno di conoscenza cruciale per chi governa territori vasti e complessi e oggi, dopo un’attesa di oltre venti anni, si appresta ad affrontare un importante cambiamento istituzionale. Le città metropolitane sono il cuore pulsante dell’economia italiana, sono i centri nevralgici della produzione di cultura e innovazione, sono i principali vettori dell’internazionalizzazione del Paese. Ma sono al contempo, e per le stesse ragioni, i luoghi in cui più evidenti e più urgenti appaiono i problemi di natura ecologica, sociale, economica propri di società complesse e multietniche. Si tratta di opportunità e sfide che per essere affrontate richiedono strumenti istituzionali adeguati. Le città metropolitane possono rappresentare finalmente uno strumento di governo di aree integrate in termini economici, sociali, infrastrutturali ma ancora caratterizzate da una frammentazione istituzionale e dall’incertezza nell’attribuzione delle competenze. 

Molte città hanno già risposto al fabbisogno di integrazione tramite diversi strumenti: le conferenze e i coordinamenti metropolitani, la programmazione strategica di area vasta, l’attivazione di agenzie metropolitane. I dati e le analisi contenuti nel rapporto Cittalia offrono quindi un contributo conoscitivo fondamentale al governo delle città anche in presenza degli assetti istituzionali dati. Il rapporto risponde a domande rilevanti sulla relazione tra comuni centrali e corone metropolitane, sulle interdipendenze, sui divari in attesa di essere colmati e sui problemi in cerca di soluzione. Resta però in agenda l’esigenza di una politica nazionale che offra ai territori strumenti di governo all’altezza del compito. 

Per questo l’ANCI ha sempre sottolineato l’esigenza di nuovi assetti istituzionali per l’area vasta, e di una revisione dell’esistente nella direzione di una valorizzazione del ruolo dei comuni e dell’intercomunalità quale chiave per conciliare governo metropolitano e politiche place-based, per valorizzare il capitale sociale e territoriale sedimentato nei comuni. I sindaci sono favorevoli all’istituzione delle città metropolitane in tempi brevi, anche alla luce di importanti elementi innovativi presenti nella stesura del nuovo disegno di legge che le istituisce. Per questo, anche recentemente, l’ANCI è tornata a chiedere che l’iter parlamentare del Disegno di Legge abbia tempi certi, e si concluda in tempo utile perché le città metropolitane siano una realtà entro il 1 Gennaio 2014. Se questa è la direzione auspicabile che, pur con le cautele del caso, sembra quella finalmente intrapresa dal Governo, si deve sottolineare come ciò avvenga in un contesto contraddittorio. 

Nel corso degli ultimi anni tagli lineari, patto di stabilità, incertezze e contraddizioni sui trasferimenti e sulla fiscalità locale hanno lesionato i pilastri delle relazioni finanziarie fra Stato e Comuni e anche il quadro degli ordinamenti, e siamo arrivati al punto limite. Ora si va verso il superamento delle Province, la creazione delle Città metropolitane e la gestione associata dei piccoli Comuni, e i sindaci vanno subito coinvolti a pieno titolo in questo processo. L’istituzione delle città metropolitane nelle Regioni a statuto ordinario deve essere seguita da un medesimo processo nelle Regioni a statuto speciale. L’istituzione delle città metropolitane non può prescindere dalla disponibilità di risorse e di strumenti fiscali fondamentali per la produzione di politiche all’altezza della complessità delle sfide. Negli ultimi due anni gli sforzi per la costituzione delle città metropolitane hanno visto un forte impegno dei governi nazionali, e ANCI ha supportato questi sforzi con un contributo di conoscenze e proposte. Questo rapporto è uno degli strumenti messi a disposizione di quanti, al livello locale e al livello nazionale, sono interessati al governo di territori tanto importanti per il futuro del Paese.

Piero Fassino - Presidente Anci

sabato 7 settembre 2013

Città metropolitane: uno studio su come cambieranno le nuove aree

pubblicato su Il Sole 24 Ore 04-09-2013

La città metropolitana di Torino grande una volta e mezzo il Molise, quelle di Bari, Bologna e Firenze più estese dalla Valle d'Aosta. Le elaborazioni del Centro di documentazioni e studi Anci-Ifel disegnano la mappa delle future dieci città metropolitane di Milano, Napoli, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Reggio Calabria e Roma, confrontando le loro caratteristiche attuali con quelle future se coincidessero pienamente con il territorio delle Province omonime.

domenica 2 giugno 2013

Città Metropolitane - Delrio: “L’Italia aspetta riforma da 30 anni, speriamo sia la volta buona”

Un ente di secondo grado ma forte e riconoscibile, questa l'immagine della città metropolitana secondo il Ministro Delrio.
 
'L'Italia e' 30 anni che aspetta questa riforma, che non sia la volta buona?'. Lo ha detto il ministro per gli Affari regionali, Graziano Delrio, a proposito delle Citta' metropolitane, parlando a margine del convegno Anci dedicato a questo tema.      
'Partiranno in 12 grandi aree urbane - ha ricordato Delrio - saranno composte dai sindaci dei Comuni che intendono aggregarsi attorno al Capoluogo con dei consigli metropolitani a cui parteciperanno persone elette dai cittadini. Per adesso noi prevediamo un ente di secondo grado cioe' con collegi di sindaci che gestiscono queste grandi aree urbane e pianificano insieme i trasporti, lo sviluppo economico i servizi sociali e l'insediamento di aree di ricerca. Un ente di secondo grado ma forte e riconoscibile'.     
Per la loro attuazione servirà una legge. "Valuteremo un decreto legge - ha spiegato il ministro che ha sottolineato come si sia “agli inizi” di un percorso. “L’Anci – ha proseguito Delrio - sollecita un decreto legge, diciamo che questa strada e' gia' stata percorsa con il precedente governo, quando ha anticipato gran parte delle citta' metropolitane nel decreto di spending review. Valuteremo tutte le ipotesi. Pero' dobbiamo fare presto'.     
Infine, per quanto riguarda chi sara' al vertice della citta' metropolitana, il ministro ha spiegato che 'potrebbe essere il sindaco del capoluogo in una fase di start up. Poi man di mano che viene approvato lo statuto io sono personalmente per l'ipotesi che vi sia una capacita' dei territori di scegliere la strada che ritengono piu' opportuna. Anche se la legge elettorale ci deve essere e deve essere uguale per tutti'.    
Sui tempi, Delrio ha ribadito la data del primo gennaio 2014, 'penso che le bozze potrebbero essere pronte entro il primo di agosto - ha detto al termine del suo intervento al convegno - ma al governo mi dicono di essere prudenti, e non lo dico'. (com/ef)
da ufficio stampa Anci

Città metropolitana, Spini: "E’ importante sviluppare il ruolo dei Quartieri"

Nella riunione dell'Anci a Bologna è stata intanto confermata la volontà di rispettare la data del prossimo gennaio 2014 per l'istituzione dell'ente

Questo l'intervento di Valdo Spini alla Conferenza del Decentramento:
“E’ importante sviluppare il ruolo dei Quartieri (Circoscrizioni) perché essi possono in futuro diventare vere e proprie Municipalità. Come è stato richiesto, ho partecipato a Bologna ad un’autorevole riunione dell’Anci che ha visto l’intervento di molti sindaci (Merola, Orsoni, Pisapia, Orlando, Zedda) ed altri rappresentanti dei Comuni Capoluoghi delle future Città Metropolitane. La riunione è stata chiusa da un intervento del Ministro Graziano Del Rio. Questa riunione ha ribadito la volontà di rispettare la data del prossimo gennaio 2014 per l’istituzione delle Città Metropolitane.

Anzi, l’Anci ha consegnato al Ministro il testo di un possibile provvedimento legislativo per rendere più agevole il conseguimento di questo obiettivo, colmando alcuni vuoti e modificando la composizione del Consiglio Metropolitano. In tale senso verrà riproposta alle Città Metropolitane la scelta tra tre possibili modi di elezione del Sindaco Metropolitano: la coincidenza con il Sindaco del Comune capoluogo, l’elezione diretta, l’elezione indiretta secondo modalità da stabilire. Nel caso dell’elezione diretta il Comune capoluogo si articolerà in più municipalità. Personalmente sono favorevole all’ elezione diretta e se questa passasse, deve trovare dei Consigli di Circoscrizione pronti a diventare Municipalità”.


Fonte: Comune di Firenze - Ufficio Stampa