a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
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venerdì 25 marzo 2016

Entella, un polo strategico nell’area metropolitana genovese

Spesso i comuni, per seguire particolarismi e campanilismi, rischiano di perdere di vista l'occasione che potrebbe costituire il fare parte a pieno titolo di una città metropolitana, mentre i problemi irrisolti si trascinano e minacciano un possibile sviluppo alternativo, relegando i territori ad una definitiva marginalità.

di Andrea Pasetti*

Nella piana del fiume Entella la Città metropolitana di Genova si gioca molto del proprio futuro.
Forse a qualcuno questa affermazione sembra eccessiva? Qualcun altro pensa che sono i cittadini ed i Comuni dell’Entella a doversi occupare dei loro problemi, senza “interferenze esterne”?
La realtà è che la dimensione metropolitana offre straordinarie opportunità di sviluppo ma deve esprimere ancora le sue potenzialità e resta quindi ai margini del dibattito politico e delle notizie dei media. I cittadini e le comunità locali che ne fanno parte, sia nelle aree più urbanizzate del Capoluogo e della fascia costiera, sia nelle valli interne e sui rilievi montani, continuano a pensarsi come entità separate e assistono, sempre più sgomenti, al progressivo decadimento sociale ed economico. Dobbiamo rapidamente renderci conto che l’unica possibilità per uscire dal declino è compiere un salto di scala che ci faccia partecipare ai processi di sviluppo di livello europeo.
Veniamo quindi all’area dell’Entella; cinque Comuni metropolitani: Chiavari, Lavagna, Cogorno, Carasco e Leivi condividono problemi e opportunità nello stesso pezzo di territorio e sono da tempo alla ricerca di soluzioni e prospettive d’azione che mettano tutti d’accordo.

sabato 2 gennaio 2016

Il progetto di mitigazione del rischio idraulico dell'Entella: a che punto siamo?

Iniziamo l'anno facendo il punto su un progetto molto controverso, quello riguardante le opere di mitigazione del rischio idraulico del fiume Entella, meglio conosciute dal pubblico quale "diga Perfigli". Il 2015 è passato senza che il fiume arrecasse nuovi danni, ma è stata davvero una fortuna sulla quale non possiamo troppo contare per il futuro, soprattutto se pensiamo a quanto è avvenuto solo un anno prima: una alluvione rovinosa che ha demolito ampi tratti delle arginature arrivando ad allagare ampie zone dei centri urbani sulle due sponde, causando ingentissimi danni ad abitazioni e ad aziende.

Mi piacerebbe affrontare il tema lasciando da parte, per quanto possibile, reazioni più o meno emotive, concentrandomi sugli aspetti tecnici e sui progetti realmente sul tappeto.

Gìà l'aver denominato tale progetto come "diga" ne connota l'impatto in termini di gigantismo con grandi ripercussioni ambientali e paesistiche. Ma è davvero così?

Ho pensato quindi di pubblicare, per chi desideri approfondire l'argomento, alcuni disegni "ufficiali" tratti da un opuscolo fatto redigere, nel 2010, dalla Provincia di Genova (quando era, appunto, assessore Paolo Perfigli, che si è visto intestare la controversa opera) per dare modo agli interessati di valutare non sulla base di cose sentite dire, ma sulla base dell'analisi del progetto.

Progetto che, nel frattempo, ha subito delle varianti volte a diminuirne ulteriormente l'impatto, come richiesto già all'epoca da alcuni consiglieri provinciali, senza però andare ad incidere sulla sua efficacia, e tenendo conto del fatto che trattasi pur sempre di un primo lotto di lavori, propedeutico ad una messa in sicurezza complessiva dell'intero bacino fluviale che potrà avvenire solo in tempi lunghi.

venerdì 7 agosto 2015

Depuratore del Tigullio, la decisione definitiva a settembre

La vicenda del depuratore comprensoriale non è solo una vicenda che potremmo definire locale, in quanto è uno dei banchi di prova sul funzionamento della nuova Città metropolitana, che deve trovare per la sua buona governance il giusto equilibrio tra aspetti a volte confliggenti, quali l'ottimizzazione delle risorse finanziarie e la volontà delle singole amministrazioni. Se è vero che, come detta la legge 56, finalità della città metropolitana è il suo sviluppo territoriale complessivo, è da qui che occorre partire per valutare le decisioni prese dal Consiglio.

 

giovedì 30 aprile 2015

Entella: completate le fasi e le procedure per le opere anti alluvione

Il discusso progetto di messa in sicurezza del fiume Entella sta entrando nel vivo e sono partite le prime fasi per la realizzazione. Secondo quanto dichiarato dai tecnici della Città Metropolitana, gli interventi faranno sì che il centro storico di Lavagna non sarà più, come attualmente avviene, in zona rossa. Questo potrebbe consentire una maggiore possibilità di interventi per recuperi edilizi che attualmente devono sottostare alle severe norme dettate dal Piano di Bacino.

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