L'analisi dei movimenti della popolazione, divisa nelle sue componenti naturale e migratoria, può dare molte informazioni interessanti sull'attrattività di un territorio, oltre che sulla evoluzione demografica delle classi di età e i probabili trend futuri.
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1.
La
popolazione residente
Analizzando
i dati Istat[1]
sui movimenti anagrafici tra 2001 e 2012 la provincia di Genova evidenzia, nel
suo complesso, un calo demografico di più di 25mila unità, pari a quasi il 3%
della popolazione al 2001.
La diminuzione non si è
verificata in modo omogeneo sul territorio della provincia: si è riscontrata in
alcuni Comuni costieri e in alcuni comuni dell’entroterra, particolarmente intensa
in Val Trebbia e in Val d’Aveto, ma notevole anche nella zona della valle Stura.
Il Comune di Genova, che da solo
rappresenta più del 68% della popolazione residente nella provincia, registra
nel periodo considerato un calo di oltre 27mila unità (-4,4%).
I dati delineano una situazione
composita che vede territori, anche molto eterogenei tra loro, che perdono
residenti mentre altri li attraggono.
Tra i territori che si rivelano
maggiormente attrattivi vi sono la Val Fontanabuona, la Val Graveglia e la Val
Petronio, che registrano aumenti anche oltre il 20% (Mezzanego). Sono aree di
retro costa che però risultano collegate ai centri maggiori da una efficiente
rete viaria e dove i valori fondiari e le locazioni sono decisamente più convenienti
rispetto alle località rivierasche. Anche questo trend positivo si è
notevolmente affievolito negli ultimi anni, come testimoniano i dati
post-censimento 2011 che evidenziano, nel 2012, una perdita di residenti anche
in gran parte dei territori che avevano dimostrato una migliore tenuta.
Possiamo quindi concludere che la situazione demografica della provincia appare
piuttosto critica.
2. Variazione del saldo naturale della
popolazione
L’andamento del saldo naturale,
nel periodo 2001-2012, è decisamente negativo. La sola eccezione è
rappresentata dal Comune di Casarza Ligure, dove il valore medio dei saldi
naturali, in percentuale sulla popolazione residente nel periodo considerato
registra un +0,02% . Decisamente prossima allo zero, si dirà, tuttavia è il
solo caso in cui la variazione è mediamente positiva.
Più negativa che altrove appare
la situazione in Val Trebbia e in alcune zone della Val Scrivia, ma quasi
ovunque si nota come le variazioni del saldo naturale siano mediamente negative
in tutta la Provincia.
Genova in particolare presenta
una variazione media di -0,61% rispetto alla popolazione residente, come quasi
tutti i Comuni costieri.

3. Variazione del saldo migratorio
La dinamica dell’immigrazione (interna
ed esterna) ha conosciuto, negli ultimi anni, una considerevole frenata
rispetto al periodo complessivo 2001 – 2012, segnalando anche sotto questo
aspetto una perdita di competitività. Indubbiamente la crisi del settore
edilizio e del manifatturiero ha influenzato di molto questa dinamica
(soprattutto per gli stranieri), mentre altri comparti quali la cura alle
persone (anziani) e l’artigianato (ditte individuali) mostrano una certa
“resilienza” alle difficoltà congiunturali.
Dal punto di vista della localizzazione
si nota come le variazioni dei saldi positivi di maggiore entità sono
localizzate nei Comuni del primo entroterra (Val Fontanabuona, bassa Val
Scrivia, bassa Val Trebbia, Valle Sturla, Val Graveglia, alta Valle Petronio),
che corrispondono alle località che, pur essendo relativamente vicine e ben
collegate con i centri costieri, dove si trovano per la maggior parte ubicati i
posti di lavoro, offrono locazioni e prezzi di vendita sensibilmente inferiori
rispetto a quelli presenti sulla costa.
Negli ultimi tempi si confermano
e in qualche caso si accentuano fenomeni di emigrazione dalle zone più interne
o che presentano un accesso più difficoltoso ai servizi (ad esempio Val d’Aveto
e, sulla costa, Portofino).
Conclusione
La popolazione nella Provincia di
Genova nel periodo 2001 – 2012 si caratterizza per una complessiva diminuzione,
dovuta in primis al saldo naturale che è stabilmente negativo. La componente
migratoria ha costituito, specie nella prima metà del periodo, un elemento
importante di riequilibrio demografico che ha mitigato il calo dovuto alla
componente naturale. Negli ultimi anni si assiste ad una complessiva perdita di
attrattività del territorio provinciale, e si avvertono i segnali di una nuova
tendenza all’emigrazione verso areali economici che offrono maggiori
opportunità.
La struttura demografica della
provincia risulta, nel complesso, molto sbilanciata: nel 2011 solo il 15,5%
della popolazione ha meno di 20 anni (18% nel Nord-Ovest), il 50% ha da 20 a 60 anni (53,3% nel Nord-Ovest) e
il 34,5% ha più di 60 anni (28,7% nel Nord-Ovest -dati Censimento 2011).
[1]
Movimento e calcolo della popolazione residente annuale
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