La provocazione di Burlando: "Freghiamocene di tempi e dinamiche nazionali". Come si inquadra questa nuova iniziativa della Regione Liguria nelle dinamiche che prevedono la prossima introduzione della Città Metropolitana, che dovrebbe assommare, in un'area strategica per l'intera regione, molte delle funzioni e dei servizi che la Regione asserisce di voler gestire direttamente? Quali potrebbero essere i rapporti tra le due sfere, regionali e dell'area metropolitana e come potrebbero operare per evitare nuove sovrapposizioni e duplicazioni di competenze?
di AVA ZUNINO
pubblicato su La Repubblica di Genova il 1 giugno 2013
Rifiuti, acqua, trasporto pubblico locale e cultura: la Regione ha
deciso per il "fai-da-te", pensando a normative decise a livello locale,
ovviamente dentro al quadro nazionale che però su questi temi è incerto
da anni, sul bilico di riforme mai pienamente concretizzate.
L'intenzione è riorganizzare questi settori che forniscono importanti
servizi, evitando il frazionamento in tante aziende e realtà, ma
accorpando il più possibile in singole entità regionali. L'obiettivo è
chiudere tutte queste partite entro al fine della legislatura, cioè
entro al fine del 2014: "ci tengo veramente ", ha detto il presidente
della giunta regionale Claudio Burlando, ieri mattina durante la diretta
della seduta di giunta.
"Proviamo a diventare una Regione, oltre
che dal punto di vista politico perché lo siamo già, anche dal punto di
vista di alcuni servizi importanti per la collettività", ha detto
Burlando. Dunque, l'indirizzo è servizi a gestione regionale, non nel
senso ovviamente dell'ente Regione ma delle realtà aziendali che li
gestiranno.
"Da otto anni seguiamo gli eventi; ora dobbiamo
scegliere: io propongono di andare avanti fregandocene di tempi e
dinamiche nazionali": è con queste parole che ieri mattina, nella
riunione di giunta, Burlando ha comunicato l'intenzione di procedere su
quelle che ha definito "riforme importanti".
Burlando ha cominciato il suo ragionamento partendo dal conto alla rovescia rispetto
alla fine di questa legislatura. Ha detto: "Abbiamo un anno e mezzo,
diciannove mesi meno i due mesi di agosto. Si voterà probabilmente verso
il 20-25 marzo e quindi nel 2015 sarà quasi impossibile fare dei
consigli regionali. Ma ci sono partite grosse da affrontare e dobbiamo
farlo ora".
Sia per gli ambiti ottimali per la gestione
dell'acqua sia per i rifiuti, Burlando ha chiesto di avere "al massimo
entro giugno" dei testi da mandare all'esame del consiglio regionale.
Acqua e rifiuti, ha detto: "sono cose importanti perché adesso c'è il
problema di capire che fine faranno le aziende.
Per Iren si
decide il destino in queste ore. Amiu se ho ben capito deve vendere il
quaranta per cento e questa cosa può mettere in gioco Acam (il gruppo
spezzino di acqua, rifiuti e gas) perché può darsi che un certo
operatore possa essere interessato ai rifiuti in questa Regione, sia
entrando in Acam che in Amiu". E per questo, dice il presidente
Burlando: "noi dobbiamo fornire al mercato un punto di riferimento
normativo certo. Abbiamo sbagliato a non farlo prima. Ora si fa".
Oltre
a servizi vitali come acqua, trasporti pubblici (il tema è la legge con
il bacino unico regionale e l'agenzia dei trasporti per pagare meno
Iva) e rifiuti, nelle emergenze da affrontare subito il presidente della
Regione ha inserito anche la cultura, o meglio, gli eventi culturali.
Su questo fronte il modello è la Fondazione regionale per la cultura,
già varata dalla giunta regionale.