Oggi il tema del governo del territorio è completamente assente
dall’agenda politica, assorbita totalmente dalle questioni istituzionali e
della spesa pubblica. Anche il tema dell’area vasta interessa solo per
l’abolizione delle province, mentre occorrerebbe una approfondita riflessione a
partire da una altrettanto approfondita ricerca sulla struttura amministrativa
in relazione alle diverse geografie, di natura ambientale, socioeconomica e di
governo dei servizi, che quasi sempre superano gli attuali confini
amministrativi e alle quali quasi sempre vengono date soluzioni non commisurate
ai problemi che pongono.
a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)
mercoledì 25 settembre 2013
Urbanistica, politica e l’Inu
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martedì 24 settembre 2013
Genova, Città Metropolitana: la questione dei confini amministrativi attraverso alcuni studi messi a confronto
I confini amministrativi di Genova hanno subito negli anni diversi cambiamenti, anche molto importanti. Dal 2014 la nascita della Città Metropolitana porterà un nuovo, significativo cambiamento dei confini amministrativi della città di Genova, che si estenderanno fino a comprendere tutta la Provincia.
Ma la questione della delimitazione di un'area metropolitana non si può ridurre ad una meccanica trasposizione dei confini provinciali. Questo articolo si propone di fare una ricognizione di alcune proposte avanzate negli anni passati per individuare i territori che, dal punto di vista demografico e delle relazioni socio-economiche, sono quelli che possono concretamente dirsi facenti parte dell'area metropolitana di Genova: come si vedrà, praticamente mai essi coincidono con la totalità del territorio della Provincia, mentre in alcuni casi le relazioni territoriali travalicano gli stessi confini provinciali e regionali.
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domenica 22 settembre 2013
Cna Vicenza supporta la proposta della nuova area metropolitana "Vivrò"
pubblicato su Vicenzapiu.com
CNA Vicenza - “Unire Vicenza, Verona e Rovigo può essere la strada per una riorganizzazione del territorio e il potenziamento delle infrastrutture”. Anche CNA Vicenza, nelle parole del presidente Silvano Scandian, esprime il proprio parere favorevole all’ipotesi di una nuova area metropolitana, nella logica di creare un soggetto istituzionale di area vasta con poteri veri e maggiori rispetto a quelli delle attuali province.
Crescere e creare sinergie per il miglioramento dei servizi e per la competitività del nostro territorio. “La nostra associazione vede positivamente l’ipotesi dell’area vasta. La dimensione comunale e provinciale, in tempi di patto di stabilità e di spending review, non sono più sufficienti – continua il presidente di CNA Vicenza Silvano Scandian - per dare risposte concrete ai molti problemi e alle esigenze dei territori e dei cittadini. Unire Vicenza, Verona e Rovigo può essere la strada. Per ottenere risultati e risposte. A partire dal miglioramento di servizi come l’acqua e i rifiuti, passando per l’ottimizzazione dei trasporti e l’ampliamento della banda larga fino ad arrivare all’efficienza energetica, alle fiere e alle università. Anche i nostri artigiani avrebbero dei vantaggi. Aggregare più territori significa creare nuove opportunità di relazione e di lavoro. Insomma se rimaniamo allo stato attuale siamo davvero troppo piccoli e avanza il rischio di indebolire l’intero sistema veneto.” Su questa strada CNA Vicenza ha un dialogo aperto con le altre CNA del territorio per rispondere al meglio alle esigenze delle imprese. Un’operazione di carattere economico e amministrativo, oltre che culturale. Ampliare i confini della Provincia di Vicenza per unire i bisogni omogenei alle realtà limitrofe e affrontarli insieme risparmiando risorse e rafforzandone la capacità di azione.
CNA Vicenza - “Unire Vicenza, Verona e Rovigo può essere la strada per una riorganizzazione del territorio e il potenziamento delle infrastrutture”. Anche CNA Vicenza, nelle parole del presidente Silvano Scandian, esprime il proprio parere favorevole all’ipotesi di una nuova area metropolitana, nella logica di creare un soggetto istituzionale di area vasta con poteri veri e maggiori rispetto a quelli delle attuali province.
Crescere e creare sinergie per il miglioramento dei servizi e per la competitività del nostro territorio. “La nostra associazione vede positivamente l’ipotesi dell’area vasta. La dimensione comunale e provinciale, in tempi di patto di stabilità e di spending review, non sono più sufficienti – continua il presidente di CNA Vicenza Silvano Scandian - per dare risposte concrete ai molti problemi e alle esigenze dei territori e dei cittadini. Unire Vicenza, Verona e Rovigo può essere la strada. Per ottenere risultati e risposte. A partire dal miglioramento di servizi come l’acqua e i rifiuti, passando per l’ottimizzazione dei trasporti e l’ampliamento della banda larga fino ad arrivare all’efficienza energetica, alle fiere e alle università. Anche i nostri artigiani avrebbero dei vantaggi. Aggregare più territori significa creare nuove opportunità di relazione e di lavoro. Insomma se rimaniamo allo stato attuale siamo davvero troppo piccoli e avanza il rischio di indebolire l’intero sistema veneto.” Su questa strada CNA Vicenza ha un dialogo aperto con le altre CNA del territorio per rispondere al meglio alle esigenze delle imprese. Un’operazione di carattere economico e amministrativo, oltre che culturale. Ampliare i confini della Provincia di Vicenza per unire i bisogni omogenei alle realtà limitrofe e affrontarli insieme risparmiando risorse e rafforzandone la capacità di azione.
sabato 21 settembre 2013
PUMS e Città Metropolitana
Il Comune di Milano ha avviato il processo di approvazione del PUMS (Piano Urbano delle Mobilità Sostenibile) che prevede un percorso di partecipazione aperto alla città e ai soggetti istituzionali e non istituzionali, coinvolti e interessati.
Le “Linee di Indirizzo del Piano Urbano della Mobilità” sono state approvate dalla Giunta Comunale e in dieci punti impostano il percorso da seguire per costruire la Milano del futuro:
- impostare una visione metropolitana del sistema
- sviluppare le infrastrutture per il trasporto pubblico
- potenziare il servizio ferroviario
- rendere sostenibili l’accessibilità alle nuove aree di trasformazione urbanistica
- innalzare i livelli di sicurezza, diffondendo le aree pedonali e le isole ambientali
- facilitare e sostenere la ciclabilità
- razionalizzare l’impiego dei veicoli a motore (Area C, sistemi di sharing e soluzioni smart)
- rendere efficiente il sistema della sosta
- promuovere lo sviluppo per una nuova logistica delle merci urbane
- superare le barriere e rendere la città più accessibile per tutti.
Per la prima volta le nuove linee di indirizzo ragionano strategicamente in ottica metropolitana con l’obiettivo di superare l’approccio frammentario ed emergenziale che ha caratterizzato gli interventi l’ultimo decennio, e di coinvolgere tutti i comuni del territorio metropolitano.
Si tratta di un’ occasione importante per cominciare a costruire la Città Metropolitana dal tema più sentito dai cittadini e dagli amministratori locali. Solo riuscendo a sperimentare nuove modalità di gestione condivisa con tutti i comuni del territorio e una forte programmazione su scala metropolitana sarà infatti possibile costruire la futura Città Metropolitana migliorando l’offerta del trasporto pubblico e affrontare insieme i problemi della realizzazione di una rete di trasporto pubblico più diffusa, di avere a disposizione più efficienti moderni e confortevoli mezzi di trasporto, della riorganizzazione della logistica urbana delle merci, della realizzazione di una rete di percorsi ciclabili diffusa; condizioni indispensabile per garantire una migliore qualità di vita ed un efficace ed universale sistema di mobilità individuale
Per questo un incontro specifico il 30 SETTEMBRE 2013 P.zza Duomo, 14 – Palazzo Reale – Sala Conferenze – 3° piano – ore 14.30 – 17.00 è programmato con il titolo: TAVOLO MOBILITA’ SOVRA LOCALE – VERSO LA CITTÀ METROPOLITANA in collaborazione con l’Assessorato all’Area Metropolitana. L’incontro è rivolto in particolare ai sindaci, agli assessori , ai tecnici dei Comuni e agli Operatori del trasporto pubblico.
I temi che verranno discussi sono: risorse; Servizi, reti e politiche: TPL, Ferrovie, Parcheggi interscambio; Accessibilità ai Poli sovra locali.
- impostare una visione metropolitana del sistema
- sviluppare le infrastrutture per il trasporto pubblico
- potenziare il servizio ferroviario
- rendere sostenibili l’accessibilità alle nuove aree di trasformazione urbanistica
- innalzare i livelli di sicurezza, diffondendo le aree pedonali e le isole ambientali
- facilitare e sostenere la ciclabilità
- razionalizzare l’impiego dei veicoli a motore (Area C, sistemi di sharing e soluzioni smart)
- rendere efficiente il sistema della sosta
- promuovere lo sviluppo per una nuova logistica delle merci urbane
- superare le barriere e rendere la città più accessibile per tutti.
Per la prima volta le nuove linee di indirizzo ragionano strategicamente in ottica metropolitana con l’obiettivo di superare l’approccio frammentario ed emergenziale che ha caratterizzato gli interventi l’ultimo decennio, e di coinvolgere tutti i comuni del territorio metropolitano.
Si tratta di un’ occasione importante per cominciare a costruire la Città Metropolitana dal tema più sentito dai cittadini e dagli amministratori locali. Solo riuscendo a sperimentare nuove modalità di gestione condivisa con tutti i comuni del territorio e una forte programmazione su scala metropolitana sarà infatti possibile costruire la futura Città Metropolitana migliorando l’offerta del trasporto pubblico e affrontare insieme i problemi della realizzazione di una rete di trasporto pubblico più diffusa, di avere a disposizione più efficienti moderni e confortevoli mezzi di trasporto, della riorganizzazione della logistica urbana delle merci, della realizzazione di una rete di percorsi ciclabili diffusa; condizioni indispensabile per garantire una migliore qualità di vita ed un efficace ed universale sistema di mobilità individuale
Per questo un incontro specifico il 30 SETTEMBRE 2013 P.zza Duomo, 14 – Palazzo Reale – Sala Conferenze – 3° piano – ore 14.30 – 17.00 è programmato con il titolo: TAVOLO MOBILITA’ SOVRA LOCALE – VERSO LA CITTÀ METROPOLITANA in collaborazione con l’Assessorato all’Area Metropolitana. L’incontro è rivolto in particolare ai sindaci, agli assessori , ai tecnici dei Comuni e agli Operatori del trasporto pubblico.
I temi che verranno discussi sono: risorse; Servizi, reti e politiche: TPL, Ferrovie, Parcheggi interscambio; Accessibilità ai Poli sovra locali.
Il Comune di Milano ha avviato il processo di approvazione del PUMS
(Piano Urbano delle Mobilità Sostenibile) che prevede un percorso di
partecipazione aperto alla città e ai soggetti istituzionali e non
istituzionali, coinvolti e interessati . - See more at:
http://www.milanocittametropolitana.org/pums-e-citta-metropolitana/#sthash.nvBCEysq.dpuf
Il Comune di Milano ha avviato il processo di approvazione del PUMS
(Piano Urbano delle Mobilità Sostenibile) che prevede un percorso di
partecipazione aperto alla città e ai soggetti istituzionali e non
istituzionali, coinvolti e interessati . - See more at:
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Il Comune di Milano ha avviato il processo di approvazione del PUMS
(Piano Urbano delle Mobilità Sostenibile) che prevede un percorso di
partecipazione aperto alla città e ai soggetti istituzionali e non
istituzionali, coinvolti e interessati . - See more at:
http://www.milanocittametropolitana.org/pums-e-citta-metropolitana/#sthash.nvBCEysq.dpuf
sabato 14 settembre 2013
L'Agenzia regionale ligure per il trasporto pubblico, finalmente
Il nuovo testo di legge che dovrebbe riformare il trasporto pubblico locale è stato illustrato dall'Ass. Vesco alla giunta regionale e prevede gare aperte ad associazioni temporanee di imprese oltre che un'agenzia unica per la gestione e il recupero dell'Iva.
tenuto conto che il modello illustrato in tale articolo si adatta totalmente anche all'insieme del trasporto regionale.
Si prospetta quindi la nascita di un bacino unico regionale per il trasporto pubblico, con una maggiore integrazione tra gomma e ferro.
La Regione diverrebbe, a nostro avviso correttamente, la vera autorità di governo con le funzioni di stazione appaltante del servizio e gestione del contratto su tutto il bacino regionale, compiti che verranno svolti attraverso una specifica agenzia regionale, che sarà costituita con la partecipazione degli enti locali (Province e Comuni capoluogo).
In attesa di poter leggere il testo definitivo della legge, ci auguriamo che tale Agenzia abbia tra i suoi compiti, oltre alla gestione, monitoraggio e promozione del servizio, abbia quello, fondamentale, della sua pianificazione complessiva e integrazione a tutti i livelli. Questo è infatti l'aspetto che fino ad oggi è mancato maggiormente ed ha determinato, come si è visto, inefficienze e sprechi di risorse.
Le Province parteciperanno all'approvazione dei piani di bacino ma non avranno più compiti operativi sul servizio.
Positivo appare il meccanismo che dovrebbe permettere il risparmio dell'Iva attualmente pagata dalle aziende di trasporto, e che consentirà in futuro di risparmiare, nell'arco di tre anni, una somma di circa 6 milioni di euro, destinandoli al servizio stesso.
Tramontata l'ipotesi di una azienda unica, una idea che a nostro giudizio non dava garanzie di buon funzionamento della gestione del tpl, pare farsi strada l'ipotesi di un bacino unico regionale per il trasporto pubblico.
La cosa non può farci che piacere, come già ebbimo modo di illustrare su questo blog nell'articolo
La cosa non può farci che piacere, come già ebbimo modo di illustrare su questo blog nell'articolo
tenuto conto che il modello illustrato in tale articolo si adatta totalmente anche all'insieme del trasporto regionale.
Si prospetta quindi la nascita di un bacino unico regionale per il trasporto pubblico, con una maggiore integrazione tra gomma e ferro.
La Regione diverrebbe, a nostro avviso correttamente, la vera autorità di governo con le funzioni di stazione appaltante del servizio e gestione del contratto su tutto il bacino regionale, compiti che verranno svolti attraverso una specifica agenzia regionale, che sarà costituita con la partecipazione degli enti locali (Province e Comuni capoluogo).
In attesa di poter leggere il testo definitivo della legge, ci auguriamo che tale Agenzia abbia tra i suoi compiti, oltre alla gestione, monitoraggio e promozione del servizio, abbia quello, fondamentale, della sua pianificazione complessiva e integrazione a tutti i livelli. Questo è infatti l'aspetto che fino ad oggi è mancato maggiormente ed ha determinato, come si è visto, inefficienze e sprechi di risorse.
Le Province parteciperanno all'approvazione dei piani di bacino ma non avranno più compiti operativi sul servizio.
Positivo appare il meccanismo che dovrebbe permettere il risparmio dell'Iva attualmente pagata dalle aziende di trasporto, e che consentirà in futuro di risparmiare, nell'arco di tre anni, una somma di circa 6 milioni di euro, destinandoli al servizio stesso.
giovedì 12 settembre 2013
Costa ed entroterra del territorio genovese: un comune declino?
La densità di popolazione è espressa come rapporto tra il numero di persone che risiedono in una determinata area e la superficie dell’area stessa[1].
Analizzando i dati Istat relativi al periodo 2000 – 2009 si evidenzia un trend di crescita della densità di popolazione in Liguria quantificabile in un +2,23%. Nello stesso periodo, la crescita nazionale della densità demografica si è attestata su un +5,60%, più del doppio del dato ligure.
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domenica 8 settembre 2013
Città Metropolitana, a che punto siamo?
Il ministro per le Autonomie locali del Governo Letta, Graziano Delrio, ha annunciato nei mesi scorsi che si profila come necessaria una riforma dell’ordinamento in tempi brevi, e ha presentato tre provvedimenti:
DDL revisione costituzionale delle Province del 5.7.2013
DDL Del Rio, 26 luglio 2013
Decreto legge n. 93/2013;
- una Proposta di Legge di revisione Costituzionale, approvato dal consiglio dei ministri il 5 luglio 2013 che cancella le provincie e rivede il profilo istituzionale delle Città Metropolitane;
- una Proposta di Legge approvato il 26 luglio 2013 dal Consiglio dei Ministri , con le nuove disposizioni sulle Città Metropolitane
- un Decreto Legge (93/2013), non ancora convertito in legge sul commissariamento delle provincie.
DDL revisione costituzionale delle Province del 5.7.2013
DDL Del Rio, 26 luglio 2013
Decreto legge n. 93/2013;
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sabato 7 settembre 2013
Città metropolitane: uno studio su come cambieranno le nuove aree
pubblicato su Il Sole 24 Ore 04-09-2013
La città metropolitana di Torino grande una volta e mezzo il Molise,
quelle di Bari, Bologna e Firenze più estese dalla Valle d'Aosta. Le
elaborazioni del Centro di documentazioni e studi Anci-Ifel disegnano la
mappa delle future dieci città metropolitane di Milano, Napoli, Torino,
Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari e Reggio Calabria e Roma,
confrontando le loro caratteristiche attuali con quelle future se
coincidessero pienamente con il territorio delle Province omonime.
domenica 1 settembre 2013
Nuovo PTR: quale visione strategica per il rilancio della Liguria?
In quale modo il Piano Territoriale Regionale in itinere pone le basi
per il futuro sviluppo socio-economico della Liguria?
Un documento dell’Ordine degli Architetti di Imperia analizza la bozza del PTR evidenziandone le criticità e i nodi ancora irrisolti.
Un documento dell’Ordine degli Architetti di Imperia analizza la bozza del PTR evidenziandone le criticità e i nodi ancora irrisolti.
La Liguria si presenta
attualmente come un territorio che, pur avendo molte potenzialità dovute
essenzialmente alla sua favorevole posizione climatica e paesaggistica, oltre
che geografica configurandosi quale “porta” marittima del Nord Europa, presenta tuttavia da diversi anni i
segnali inconfondibili del declino, tra cui: popolazione
in calo e sempre più anziana, valore aggiunto che
si va riducendo, livello di disoccupazione più alto rispetto alla media
del Nord-Ovest, un numero significativo di attività che chiudono.
Il nuovo Piano Territoriale
Regionale, attualmente in itinere, pone a base delle sue scelte l’esigenza di
arrestare il consumo di suolo, proponendo per le aree extraurbane una visione
basata sostanzialmente su un utilizzo agricolo del territorio.
Ora, se questa visione è
condivisibile per quel che riguarda l’esigenza di salvaguardare e tutelare la
qualità ambientale e paesistica della Liguria, che deve costituire il substrato
e la condizione di fondo per il suo sviluppo economico, l’agricoltura (che, pur
configurandosi quale fenomeno estremamente positivo per il presidio del
territorio, in Liguria molto raramente va oltre la sussistenza o, al più, il
prodotto di nicchia) non appare sufficiente per interpretare l’idea di rilancio
economico necessario a invertire l’andamento negativo del quadro
socio-economico della regione.
La salvaguardia del territorio
nel suo complesso, intesa come ricerca della qualità dell’ambiente e dei
tessuti insediati, deve costituire indubbiamente il presupposto, la condizione
per uno sviluppo socio-economico sostenibile e qualificato, ma da sola non
garantisce il superamento delle attuali criticità.
Il PTR dovrebbe avere il compito di
individuare quelle filiere che su tale substrato possono innestarsi avviando
rapporti di reciproca valorizzazione: il turismo ambientale e culturale, certo,
ma anche la ricerca, l’hi-tech, le manifatture e l’artigianato compatibili ambientalmente
con il territorio che dovrà essere sempre più interconnesso ed integrato,
offrendo le stesse opportunità di vita tanto a chi abita le zone costiere
quanto a chi presidia l’entroterra.
Nuove attività capaci di dare
lavoro a giovani qualificati ed in grado di generare alto valore aggiunto vanno
individuate, e quindi invogliate ad insediarsi nella nostra regione mediante
opportuni meccanismi di incentivazione che ne facilitino la localizzazione
semplificando, in primis, i passaggi burocratici.
Il declino della nostra regione
può essere fermato solo avviando un patto tra generazioni che veda nello
sviluppo sostenibile e nella rigenerazione economica di lungo periodo la chiave
per risolvere l’attuale dicotomia tra l’esplosione del fabbisogno di spesa
sociale dovuta alla crescita del numero di anziani e la progressiva riduzione
di giovani attivi in grado di portare quel valore aggiunto necessario a
mantenere, e possibilmente espandere, il livello di welfare in termini di
sanità, assistenza, garanzia dei diritti.
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lunedì 29 luglio 2013
Collegamento ferroviario tra l'aeroporto e area metropolitana di Bari
E'
stato inaugurato il 16 luglio a Bari il nuovo collegamento
ferroviario che ora collega l'aeroporto "Karol Wojtyla" e la stazione ferroviaria di Bari
Centrale.
"Opere importanti, in tutte le parti della Puglia: la
modernizzazione dei porti, la modernizzazione degli aeroporti, la
modernizzazione della ferrovia e i collegamenti fra questi vettori,
fanno della Puglia un territorio veramente europeo. Per Bari si tratta
di una notizia straordinaria". Lo ha detto il Presidente della Regione
Puglia, Nichi Vendola, intervenendo alla cerimonia
inaugurale del passante ferroviario che collega la stazione centrale di
Bari all'aeroporto del capoluogo pugliese. "Noi - ha aggiunto -
costruiamo collegamenti fra ferrovia, porto e aeroporto. Il treno che
entra in aeroporto e' un'opera straordinaria. E dopo la metropolitana
che dal San Paolo raggiunge il centro della citta', siamo vicini alla
partenza della Bari- Bitritto".
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domenica 28 luglio 2013
Grandi eventi e rigenerazione urbana negli anni della grande trasformazione di Genova: 1992-2004
di Francesco Gastaldi
Il valore dei grandi eventi non si limita alle manifestazioni in quanto tali, ma deriva dalla loro caratteristica di costituire un volano in grado di attivare processi stabili di sviluppo, trasformazione e rigenerazione urbana.
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sabato 27 luglio 2013
Città metropolitana, Doria super sindaco, nel parlamentino Chiavari, Rapallo e Sestri
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Ecco le Province 2.0: dal 2014 compiti ridotti al minimo e via alle città metropolitane. Delrio: in due anni 1 miliardo di risparmi
da Il Sole 24 Ore

Il Governo prova ad andare avanti sullo svuotamento delle Province.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che dal 2014
istituisce le Città metropolitane, trasforma le amministrazioni
provinciali in enti di secondo livello con funzioni minime di
pianificazione e semplifica la disciplina delle Unioni di Comuni. Si
tratta del secondo tassello dopo il Ddl costituzionale varato il 5
luglio scorso e volto ad eliminare il termine «Province» dagli articoli
114 e seguenti della Costituzione. Su entrambi i provvedimenti dovrà
arrivare l'ok del Parlamento. Per cui il percorso di superamento delle
Province è appena all'inizio. In extremis è stata inserita anche una
norma che avvia il percorso per il taglio degli oltre 3mila enti
intermedi tra Comuni e Regioni.
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domenica 21 luglio 2013
Seminario sulla Città Metropolitana di Genova: il documento conclusivo
Martedì 25 giugno si è svolto a Genova, nell’aula Benvenuto del DSA dell’Università di Genova, un incontro pubblico organizzato da Provincia di Genova, INU Liguria e DSA, con il supporto dell’Ordine degli Architetti di Genova.
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Il tema era quello delle reali prospettive per lo sviluppo territoriale dell’area vasta di Genova in un contesto nazionale e locale contrassegnato da elementi di profonda crisi e di incertezza, ma anche di cambiamenti e prospettive che possono costituire opportunità per “uscire dal tunnel”.
La formazione della Città Metropolitana, pur con gli elementi di dubbio sulla possibilità di tradurre in pratica l’attuale quadro normativo che ne sancisce la nascita il prossimo 1 gennaio 2014, costituisce una vera novità ed una speranza. La novità risiede soprattutto nel modello pensato per le aree metropolitane italiane: non un inglobamento dei Comuni “periferici” nel Comune capoluogo, ma la nascita di una “alleanza” tra comunità locali con diverse identità e tradizioni, unite dalla volontà di realizzare un progetto comune a servizio dei propri cittadini, in grado di uscire dalla “piccola dimensione” locale per proiettarsi nel contesto europeo e internazionale.
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venerdì 5 luglio 2013
PROVINCE, FOSSATI: “DOPO LA SENTENZA DELLA CONSULTA PARTANO SENZA DEMAGOGIA RIFORME E CITTÀ METROPOLITANE”
Il commissario della Provincia di Genova chiede “una riforma organica
degli enti locali fondata su una profonda riflessione e conoscenza del
loro effettivo ruolo per i territori e i cittadini, senza proclami e
inutili scorciatoie demagogiche”.
Genova, 4 - Le Province? “Non sono il migliore dei mondi possibili, ma è
inaccettabile e fuorviante il modo in cui i loro compiti, le funzioni
reali e i servizi per i cittadini e il territorio sono stati oscurati e
distorti in questi anni per etichettarle con il pretestuoso stereotipo
di ‘enti inutili’ e farne il falso bersaglio su cui concentrare tutta la
giusta indignazione per i veri costi della politica.” Il commissario
della Provincia di Genova, Piero Fossati - che non vuole, dice
“difendere sempre e comunque l’esistente, ma nemmeno accettare più che
si spari sulla Croce Rossa per pura demagogia” - dopo la sentenza della
Consulta che ha sancito l’illegittimità costituzionale dei decreti del
governo Monti sulle Province chiede al Governo Letta e al Parlamento
“una riforma organica di tutti gli enti locali, fondata su una vera e
profonda riflessione e conoscenza del loro ruolo effettivo per il
territorio e i cittadini, senza proclami e inutili scorciatoie
istituzionali che hanno già portato solo danni, tagli e incertezze al
funzionamento degli enti, ai servizi e alla loro rappresentanza
democratica.”
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