a cura di Sonia Zarino (architetto, urbanista)

mercoledì 15 gennaio 2014

L’area metropolitana genovese si candida per gli Investimenti Territoriali Integrati nella programmazione dei fondi 2014 - 2020

di Andrea Pasetti*

L’elemento di novità che sarà prossimamente introdotto nell’ordinamento degli Enti locali con la costituzione delle Città metropolitane trova già oggi un immediato riscontro operativo nell’ambito della formazione dei programmi per la localizzazione dei fondi strutturali 2014 – 2020.

In questi giorni infatti, registrato il conseguimento del target di spesa del precedente periodo di programmazione 2007 – 2013, che ha raggiunto il 52,7% delle risorse programmate, evitando quindi la paventata perdita di risorse, si stanno definendo gli orientamenti per il nuovo ciclo.

Si devono qui rimarcare due osservazioni: la prima riguarda l’evidente scarsa efficienza dell’attuale sistema di attuazione dei programmi che riesce solo con fatica a superare la soglia minima del 48,5% della spesa; la seconda è il cronico ritardo italiano nel definire la programmazione operativa dei fondi strutturali, che per il periodo 2014 – 2020 è appena iniziata nel nostro Paese mentre gli Stati europei più virtuosi hanno impostato già da tempo i loro quadri operativi.


Queste considerazioni hanno spinto da una parte la Commissione europea e dall’altra il Governo italiano a definire cambiamenti nel governo dei fondi; in particolare è stata creata l’Agenzia per la Coesione Territoriale presso l’omonimo Ministero, con il compito di porre rimedio alle debolezze progettuali, organizzative e amministrative che hanno connotato i diversi cicli di programmazione.

Le Città metropolitane non solo potranno fornire slancio ed efficienza alla realizzazione del nuovo ciclo di programmazione dei fondi strutturali, ma nello scenario europeo sono esse stesse soggetti deputati alla gestione di specifici programmi, tra cui uno specifico Programma Operativo Nazionale coordinato dal Ministero della coesione territoriale.

Come a tutti noto la previsione del Governo Monti di riformare l’ordinamento degli Enti locali attraverso il riordino delle Province e la costituzione delle dieci Città metropolitane, che doveva essere operativa a marzo 2013, è stata invece travolta dalle vicende politiche ed anche censurata dai rilievi della Corte Costituzionale, ed è stata quindi riformulata (non in modo del tutto coerente con tali rilievi!) dal Governo Letta con il disegno di legge che sta concludendo il suo iter in Parlamento.

La crisi economica, occupazionale e di posizionamento sui mercati globali non consente però di assumere atteggiamenti di inerte attesa, sommando ritardo a ritardo. Per uscire dal tunnel, e dalle ristrettezze gestionali della nostra quotidianità, occorrono iniziative responsabili e innovative che consentano di realizzare concrete prospettive di sviluppo, con il consenso degli operatori locali e con il supporto di un rinnovato sistema di relazioni nel contesto europeo.

Con questi intenti la Provincia di Genova, l’Ente destinato a confluire prossimamente nella nuova Città metropolitana, ha recentemente adottato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 40 del 30/12/2013 una variante al proprio Piano Territoriale di Coordinamento per introdurre un nuovo strumento di sviluppo territoriale, coerente con la “Strategia 2020” lanciata dall’Unione Europea nel giugno 2010.

Si tratta dei “Sistemi Territoriali Strategici”, cioè di vaste aree nelle quali sono compresi i territori di più Comuni, all’interno delle quali possono essere realizzate iniziative coordinate per utilizzare al meglio le potenzialità e le vocazioni che le caratterizzano.

Sono stati individuati cinque Sistemi:

1)      Corridoio appenninico centrale

2)      Sistema Produttivo Orientale

3)      Sistema policentrico del Polcevera

4)      Sistema delle Riviere

5)      Sistemi rurali dell’Appennino;

e per ciascuno di essi sono stati indicati gli specifici obiettivi di sviluppo territoriale, riqualificazione ambientale, coesione sociale e identità territoriale, segnalando altresì le strategie di pianificazione da perseguire in modo unitario e gli specifici filoni di intervento per realizzare gli obiettivi considerati.


Attraverso l’aggiornamento del Piano Territoriale di Coordinamento provinciale si intendono cogliere le opportunità offerte nel ciclo di programmazione 2014 - 2020 da un nuovo strumento: gli “Investimenti Territoriali Integrati – ITI” che “possono essere utilizzati in maniera efficiente se la specifica area geografica … possiede una strategia territoriale integrata e intersettoriale”.

L’adozione della variante da parte del Commissario Straordinario della Provincia di Genova consente di attribuire immediata efficacia e operatività al nuovo strumento. Nei prossimi giorni, a seguito della pubblicazione della delibera sul Bollettino Ufficiale della Regione Liguria, si avvierà inoltre la fase di osservazioni e contributi su tale dispositivo da parte degli Enti pubblici e di tutti i soggetti interessati, allo scopo di apportare gli opportuni miglioramenti e pervenire alla sua definitiva approvazione.

Appare decisiva la risposta del territorio per proporre all’Agenzia ministeriale per la Coesione Territoriale ed alla Regione Liguria i progetti organici che consentiranno di far decollare l’area metropolitana genovese, concepita come un sistema territoriale multifunzionale e policentrico, come avviene nelle analoghe realtà europee.

Una recente iniziativa di dibattito pubblico relativa all’area del Tigullio, organizzata dal più importante giornale regionale, ha fatto emergere una positiva volontà di individuare nell’area metropolitana la chiave di volta per ricostruire la struttura economica e sociale di tale area; analogamente il Comune di Genova e altre realtà della fascia costiera e dell’entroterra hanno più volte espresso la volontà di uscire da una limitata dimensione comunale per affrontare processi strategici di area vasta.

Questi segnali rendono evidente l’esigenza dei soggetti che faranno parte della Città metropolitana di anticipare l’iter burocratico di costituzione del nuovo Ente, e di candidarsi per tempo alla partecipazione ai programmi ed ai progetti che in altre parti d’Europa si stanno avviando, in attuazione della Strategia “Europa 2020”.

*arch. Andrea PASETTI - Direttore Pianificazione Generale e di Bacino Provincia di Genova


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